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Questa recensione non è mia, ve l’assicuro - parte II
Dopo il riuscito esperimento, penso che continuerò così: i film che più mi ripugna andare a vedere li faccio recensire a qualcun altro (dallo stomaco forte)
Le cronache di Narnia: il leone, la strega e l’armadio di Andrew Adamson con Georgie Henley, Skandar Keynes, William Moseley, Anna Popplewell, Tilda Swinton... *1/2
Un gruppo di bombardieri di medio raggio Heinkel He-111 con la croce di ferro sulla coda sgancia il suo carico di morte su una Londra in pieno allarme aereo: questo è l’incipit de Le cronache di Narnia, uno dei film più attesi e probabilmente più deludenti di questo Natale 2005 dove Boldi e De Sica la fanno da padroni. La trama di per sé presenterebbe alcuni spunti interessanti (non per niente il libro da cui è tratto il film è un best-seller a livello internazionale), ma il regista, invece di sviluppare un proprio stile, sembra affidarsi ai cliché introdotti dal suo connazionale Jackson (la consegna delle armi, il rifugiarsi in una grotta aspettando il passaggio del nemico, il duello finale). Oltre a ciò, il finale è stucchevole, e se alcuni vi hanno voluto vedere degli improbabili riferimenti al Cristianesimo, a me è sembrato solo un eccesso di anacronistico buonismo. Menzione a parte va fatta per l’attrice Tilda Swinton, musa del cinema indipendente britannico (e non solo), che si rende protagonista di un’interpretazione di altissimo spessore, che stride nettamente con la vacuità dei fratelli Pevensie. Insomma, si può dire che il cinema fantasy avrebbe fatto volentieri a meno di questo clone scadente e sdolcinato de Il Signore degli anelli. (HperArian)
