Les cahiers de l’enfer

"Ogni film ci mostra il cinema e ne è la morte." (Christian Metz)

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venerdì, 28 ottobre 2005

Capolavoro, en passant

Arca russa di Aleksandr Sokurov con Sergej Dreiden, Leonid Mozgovoy, Mariya Kuznetsova... ****

Arca russaIl film che Hitchcock e Welles sognavano di girare: un unico pianosequenza, senza tagli di montaggio. Le ambizioni sono immense (una riflessione sulla storia, l’arte e il proprio paese), i mezzi pure (migliaia di comparse, la disponibilità dell’Hermitage di San Pietroburgo, la possibilità di filmare con la videocamera digitale in alta definizione della Sony usata da Lucas per la nuova trilogia di Guerre stellari); il risultato è indimenticabile. Un unico pianosequenza, appunto, all’interno del museo dell’Hermitage, seguito in soggettiva da un misterioso protagonista (chi è? il regista? lo sguardo della storia? Dio? è forse un sogno?) che, passando da una sala all’altra, ripercorre più di due secoli di storia russa, fra personaggi reali e figure immaginarie. Le immagini di Sokurov sono ipostasi, fantasmi della storia rievocati nell’arte, che impauriscono e commuovono allo stesso tempo: nella corsa sotto la neve di Caterina II la Storia (e la vita) ci sfugge e si fa arte, nel confronto fra lo sconosciuto e il giovane appassionato d’arte il passato alza le spalle e oscura il presente. In Sokurov ogni inquadratura è un dipinto, ogni movimento di macchina una sinfonia; il suo è un occhio critico e visionario, a cui fa fronte una colonna sonora sommessa, fatta di silenzi e poche note di pianoforte, quasi lynchiana. Alla fine non resta che smarrirci nel ballo conclusivo della Russia zarista, abbandonarci alle onde dell’eterno ritorno; asciugare le lacrime, smettere di piangere.

Postato da: JerryGarcia85 a 18:55 | link | commenti (125) |


Commenti
#1    28 Ottobre 2005 - 20:05
 
questo film mi ha troppo incuriosito.. ora cerco di trovarlo da qualche parte!

PS: riguardo a The Corpse Bridse ho già provveduto con la colonna sonora in inglese! a breve anche la versione originale del film...
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#2    29 Ottobre 2005 - 09:54
 
Sokurov è l'ultimo grande del cinema russo (e non), ma purtroppo i suoi film in Italia sono praticamente invisibili... tranne Arca Russa, che ha avuto ottima visibilità per la storia dell'unico pianosequenza... lo trovi comodamente in Dvd ... adesso sarebbe da comprare la colonna sonora di Charlie! o già ce l'hai?
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#3    02 Novembre 2005 - 20:09
 
aggiungerei: alla fine non resta che chiedersi come mai nel DVD italiano non sia inserito il making of, in questo caso più che mai interessante.
Peccato.

(mi si perdoni la divagazione tecnico-nerdosa)
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#4    02 Novembre 2005 - 20:14
 
Una mancanza, quella del making of, colmata da un bel commento di Mr. Ghezzi, all'apice della sua retorica contorta... anche se il paragone con Shining è interessante, quel ballo di fantasmi kinghiano/kubrickiano lo si rivede proprio nel finale... imperdibile anche il suo commento a Solaris, ancora più onanistico...
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#5    30 Settembre 2006 - 00:27
 
Lo scovoooooo. Un unico piano sequenza?
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#6    30 Settembre 2006 - 12:46
 
90 min. di film, un unico pianosequenza...
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#7    15 Ottobre 2006 - 22:54
 
Un film senza tenuta, pomposo
e barocco di un barocco ormai superato: la macchina da presa insegue una raffinetezza stilistica che in tutto il film non arriverà mai ad ottenere;
se "manca" l'inquadratura un film che possa essere chiamato tale richiede costantemente un rapporto di proporzione con lo spazio che in assenza di stacchi ci dà il ritmo (del resto il piano sequenza non si pùo certo definire semplicisticamente come un girato unico senza stacchi)
ritmo che risulta essere assente: fagocitato da una ridondante retorica (e qui sì che l'accezione negativa è più che giustificata) visiva figlia deviata di una cinematografia che ci aveva insegnato a costruire film e non ad esserne vittime in un dialogo forzato e scontroso con una macchina da presa vezzosa e dispotica.
Non si intendeva certo questo con lo "scolpire il tempo"...
se il tempo si rimodella ,
si ridefinisce, in una durata così esigua l'operazione risulta pretenziosa, non può essere
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#8    15 Ottobre 2006 - 22:56
 
Se il tempo si rimodella , si ridefinisce lo fa per superare la costrizione delle due ore da proiezione in sala creando una sospensione alla quale il più o meno ignaro spettatore partecipa e contribuisce affascinato dalle magie della realtà mutata.
Nonostante (o forse a causa di questo) la durata sia così esigua l'operazione risulta fallimentare, il tempo rimane quello di sempre, l’orologio conta i secondi e i colpi di tosse scandiscono la noia languida della platea … 96 minuti di “non film” che coinvolgono solo una volta capito il meccanismo di contare il tempo trascorso e calcolare quello restante.
Del resto qualche cosa di positivo siamo pur autorizzati a trovarla : un imponente messa in scena e un colossale dietro le quinte , una fotografia tecnicamente perfetta , recitazione misurata, e una gestione dei costumi da far invidia alla Pescucci;
tirando le somme siamo in presenza di tanto talento e tanti soldi sprecati per un kolossal che lascia l’amaro in bocca salvo poi farci ringraziare Dio o chi per esso che ancora una volta possiamo rifarci gli occhi con film come “Nodo alla gola” solo per rimanere in tema di piano sequenza …

P.S. è solo un opinione.
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#9    16 Ottobre 2006 - 22:58
 
Innanzitutto, non penso che Arca russa sia un kolossal. Secondo, ritengo che l'intento di Sokurov non fosse quello di scolpire il tempo. Piuttosto gli interessa spiare la Storia, darne una rappresentazione contingente, conscia della proprio incompletezza di visione, nel paradosso inevitabile di uno sguardo che vuole riprendere l'infinito (uno sguardo non "anacronistico", che non rema contro il tempo ma si lascia trascinare, volgendo le spalle al "dopo" e guardando al passato). La poesia, quindi, come sentimento estetico, capace paradossalmente di contenere l'indefinito (e quindi il non "sensibile" - questa volta tocca a me ricordare le Lezioni americane). Poi c'è il discorso sull'arte, sorta di buco della serratura della Storia e dell'Umanità, con annessa riflessione (dagli accenti metafisico-onirici Kieslowski-Lynchiani) sullo sguardo. Concludo ribadendo (in grandissima amicizia e sempre IMHO) la mia più assoluta intolleranza nei confronti di ogni disquisizione tecnica riguardante la storia dell'unico pianosequenza, del ritmo e della presunta noia. Il pianosequenza ha una sua funzione specifica e precisa, non può essere dibattuto. Se poi genera noia, sono questioni personali.
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#10    17 Ottobre 2006 - 01:09
 
"Kolossal:film di media o lunga durata, realizzato con notevole impiego di mezzi, grandiose ricostruzioni scenografiche e movimenti di masse."
Questo solo per chiarire cosa intendo per kolossal in accordo con la lingua italiana;
l'unico intento che è degno di essere annotato è quello manifesto e tangibile che appartiene solamente al "testo" e non al suo autore (ma questo chi si occupa di recensire un film dovrebbe saperlo bene);
in questo più che in molti altri film l'intento di "scolpire il tempo" è palese tant'è che circa tre secoli di storia sono riassunti in 96 minuti di "viaggio" (onirico? tutto ciò che è discosto dalla realtà fattuale forse è riconducibile al sogno ? sarebbe troppo semplice…) che è espresso “linguisticamente” con un espediente che di per sé è di natura tecnica ma che in realtà prevede uno studio approfondito del linguaggio filmico
(a questo proposito saprai benissimo che è inevitabile disquisire su quanto la scelta di un mezzo sia poi utile al fine).
Per quanto riguarda la parte centrale della tua risposta non posso far altro che ricordare al lettore di diffidare di interpretazioni filo-letterarie applicate all’ opera analizzata arbitrariamente da sedicenti
portavoce di una cultura mediamente comoda che non si sporca le mani con una osservazione diretta e sia “tecnica” di quelle che sono le principali coordinate filmiche ( è come parlare di un quadro senza conoscerne la matericità ) quali ad esempio il ritmo… (cos’è un film se non l’ossessiva ricerca del ritmo…?).
Concludendo, se un film genera noia un motivo c’è senz’altro, ed io ho cercato di spiegare qual è; se le mie parole dovessero risultare offensive vi prego di scusarmi; anche se la mia paura principale è che queste parole difficilmente possano essere comprese.
Del resto mi rendo conto di quanto sia sterile dissertare su certi argomenti in questa forma e questa maniera e attribuisco la colpa soltanto a me per aver innescato un meccanismo assolutamente improduttivo; colgo l’occasione per invitare tutti coloro che si trovino a scrivere di cinema a ricordarsi che una libera interpretazione letteraria di opere cinematografiche è sempre stata la causa dell’ estinzione incessante di quel raro e per questo così prezioso cinema d’autore causa scatenata dalla sua costante ricerca della trave e dall’immancabile sorvolo della pagliuzza.
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#11    17 Ottobre 2006 - 16:11
 
Primo. Al di là di ogni sterile discussione sull'utilizzo del termine kolossal (che non considero un insulto, quanto piuttosto espressione di un ragionare per compartimenti stagni che è a sua volta sintomo di una visione limitativa del mezzo cinema. Difatti trovo inutile parlare di "cinema d'autore" come se stessimo parlando di macchine utilitarie e macchine di lusso), non trovo assolutamente ammissibile parlare di un film (come di qualsiasi opera d'arte o addirittura di una legge) a prescindere dal suo contenuto e dalla sua ratio (il regista: vero legislatore dell'immagine). Le opere di Leni Riefenstahl sono senza dubbio visionarie e cinematograficamente avanti rispetto ai film del loro tempo, pur tuttavia acquisiscono valore (o quantomeno pieno spessore) soltanto affiancandole all'esaltazione degli ideali ultra-nazionalistici e erroneamente superomistici del Nazismo. Il codice penale di Alfredo Rocco è un testo legislativo tecnicamente ottimo (e per questo, nella sostanza, ancora vigente), ma rimane comunque specchio direttissimo di un regime autoritario, assassino e soppressore di diritti civili, e come tale una legge aberrante. Ancora: il quartiere Eur di Roma viene elogiato per la sua architettura massiccia, rigorosa, per l'abile lavoro sul marmo (per quanto sia esteticamente -e personalmente- orrendo); possiamo però dimenticare che è fiera bandiera del regime fascista e non considerare ciò nella formazione di un parere organico su di esso?
Secondo. Penso ci sia un'incomprensione di fondo sui temi del film: la Storia, l'Arte e lo spirito russo; il tempo non esiste, è infinito, è Storia ed eterno ritorno, processo a spirale che si autoconclude per continuare a esistere.
Terzo. Sokurov si prefigge uno scopo e guarda al pianosequenza come mezzo per raggiungerlo. Che lo raggiunga o meno, lo strumento è adatto, funzionale. Ritengo la sua "regia" elegante, persino reazionaria nel muoversi fra la folla di fantasmi uscenti, per nulla priva di qualsivoglia ritmo e no, in me non ha generato noia alcuna. Ma sono fatti miei, come la tua noia è un tuo problema. Quindi, a che pro discutere di noia?
Epilogo. Eviterei se possibile ogni spinta e deriva populista del genere "attenti ai sedicenti critici, ai falsi profeti e alla critica letteraria!", non siamo in politica. Siamo liberi di leggere, liberi di criticare, liberi di scegliere e quindi liberi di essere liberi (abbiamo un diritto, si dice). Sono libero di criticare i film come tu sei libero di criticare le mie critiche ai film, e gli altri sono liberi di criticare sia i miei post che i tuoi commenti ai miei post; ma evitiamo di lanciare scomuniche informatiche in nome di chissà quale ideale aprioristico. D'altronde se avessi voluto evitare di leggere "sedicenti
portavoce di una cultura mediamente comoda", allora non mi avresti mai letto e (SOPRATTUTTO) commentato. A meno di non esercitare un solipsismo (auto)distruttivo alla fin fine assai simpatico. Anche perché una cosa è commentare, un'altra non condividere il mio parere (vedi il post sui film divisorio), un'altra ancora consigliare di diffidare da chi non condivide il tuo di parere.
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#12    17 Ottobre 2006 - 17:11
 
Smetto qui per quieto vivere un gioco al ribattere che proprio non mi appartiene; comunque la tua impostazione "tesi antitesi" del discorso non si addice al contenuto dei tuoi scritti; in ogni caso conscio della libertà che ogni individuo può e deve avere ti invito a riflettere sulle tue stesse parole e provare per una volta a riempirle del senso che esse hanno altrimenti corri il rischio di rimanere un abile affabulatore della propria prosa che in fondo alla lettura lascia una sospensione di "nulla è affermato" e "nulla è negato" scadendo in un banale e al quanto spiazzante relativismo supportato da numerose quanto poco incisive citazioni colte che a ben vedere poi si adagiano su di una struttura logico-analitica quantomai debole;
del resto se solo si capisse quanto è improduttivo un formalismo concettuale che trae la sua forza da una comparazione azzardata e da un riferimento extratestuale tanto arbitrario quanto indefinito (non certo nel senso positivo di indefinitezza di interpretazione) sono sicuro che anche il cinema potrebbe recuperare un pò di dignità invertendo direzione...
(ho cercato e non ho trovato un abbozzo di dimostrazione e spiegazione in nessuna tua presa di posizione e per estensione nelle tue risposte)
comunque addio e stai bene
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#13    17 Ottobre 2006 - 18:02
 
In realtà mi fai dei complimenti. La sensazione di "nulla è affermato"/"nulla è negato" è esattamente la sensazione che cerco di suggerire tramite i miei post. Amo il relativismo. Se fossimo tutti un pò più relativisti, smetteremmo di alimentare e giustificare tante tirannie quanto mai inutili. Per il resto, non riesco a cogliere il senso delle tue obiezioni. Se mi critichi, mi pare evidente che io sia legittimato a rispondere a sostegno della mia tesi, senza con questo pretendere un tuo cambiamento di opinione. E poi devo essere un grande affabulatore, se sei stato ancora qui a rispondermi. Comunque, leggendo il tuo neo-blog ho capito che il tuo intento è decostruire, a ogni costo. Due consigli: per non essere gratuito e finalizzare la decostruzione a una vera costruzione, cerca di scegliere dei punti di cedimento migliori (sinceramente nel tuo ultimo commento la tua anti-tesi non fa che confermare la mia tesi); insulta meno per insultare meglio. Anche questa è una citazione, ma che ci vuoi fare? La mia è maniera. Divertentissima maniera.
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#14    09 Marzo 2007 - 15:31
 
lo vogliooooooooooooo, questo e tutti quelli di sokurov.
ormai è fuori catalogo ovunque..
conosci qualche negozio online fornito di rarità...?

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#15    09 Marzo 2007 - 16:01
 
trovato

OT madre e figlio mi ha fatto quasi venire la voglia di chiudere il blog. dopo madre e figlio di cosa parlare? cosa vedere? cosa gustare?
utente anonimo

#16    09 Marzo 2007 - 16:02
 
ero io...deliriocinefilosloggatoedepresso
utente anonimo

#17    09 Marzo 2007 - 19:40
 
Ricordo ancora la volta che lo vidi al cinema (naturalmente senza intervallo): commovente. Lo ripeterò fino allo sfinimento: tutto il finale è da lacrime agli occhi, il vertice assoluto di un'Arte troppo spesso sottovalutata, e che Sokurov (come pure Lynch o Mann) sta portando a livelli iperuranici.
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#18    10 Marzo 2007 - 00:14
 
arca russa o madre e figlio?
..e come hanno fatto in passato kubrick e tarkovskij
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#19    10 Marzo 2007 - 11:04
 
OT: conosci il cinema di peter greenaway, cosa mi consigli?
io ho visto solo il ventre dell'architetto.
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#20    10 Marzo 2007 - 12:18
 
OT 2: secondo te c'è qualche problema a linkare immagini sui blog?
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#21    10 Marzo 2007 - 13:22
 
1. Intendevo Arca russa, ma il discorso s'attaglia anche a Madre e figlio (che però non ho visto al cinema).
2. Di Peter Greenaway conosco solo Il ventre dell'architetto e 8 donne e 1/2. E mi sono bastati (cinema algido, senza un pizzico della genialità che va proclamando il suo autore).
3. Dipende: se sono immagini materialmente scattate (o disegnate) da un soggetto particolare (comunque generalmente quando non vogliono condividere le immagini, disabilitano il tasto destro), e quindi protette dal suo diritto d'autore, è meglio lasciar stare (altrimenti usa Flickr, che ti permette di postare foto con collegamenti al suo sito). Per il resto non dovrebbero esserci problemi (poi sta tutto al proprietario delle foto: basterebbe avvertire e uno toglie la foto incriminata).
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#22    10 Marzo 2007 - 20:20
 
1 ok.
2 volevo provare con lo zoo di venere
3 mi riferisco alle solite immagini da film o registi dei nostri blog che per es. cliccando testo destro si apre il sito originale.
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#23    11 Marzo 2007 - 23:07
 
Beh, riguardo a quelle immagini non dovrebbe sussistere problema. Specialmente se sono linkate al sito originale.
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#24    12 Marzo 2007 - 21:01
 
riguardando di nuovo il trailer mi è sembrato di vedere una scena che mi ha ricordato l'apertura delle regali porte inglesi all'arrivo della principessa in the new world. c'è un pò di malick in russian ark....?
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#25    13 Marzo 2007 - 00:38
 
Un po' di Malick no, però l'inquadratura (se ho capito bene) è molto simile. (Da dove l'hai ordinato il dvd? Pensa che all'epoca dell'uscita in sala Russian ark godette addirittura di un certo clamore mediatico per la storia dell'unico pianosequenza. Poi finì un po' nel dimenticatoio).
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#26    13 Marzo 2007 - 08:41
 
di solito li ordino lì a roma, stavolta era disponibile solo su dvdonline (modena mi pare)
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#27    13 Marzo 2007 - 12:21
 
Lo sto cercando anche io ma è fuori catalogo a quanto pare...

bella la discussione fatta per questo post. Cioè, ti dirò, il signore stava letteralmente scassando la minchia, ma le tue risposte mi sono piaciute assai e hanno approfondito bene il discorso.

Grazie scassatore di minchia dunque!

Yours

MAURO
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#28    13 Marzo 2007 - 12:23
 
http://imdb.com/title/tt0860401/

aaahhhhhhhhhhh
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#29    13 Marzo 2007 - 13:11
 
@Deliriocinefilo #1: non ti aspettare comunque molto dal dvd Cecchi Gori: resa video decente e (quasi) zero extra: a parte il commento di Ghezzi, imperdibile.
@Minstrel: ah, "l'insultatore" (così si definiva: il suo blog ha pure chiuso). Penso che tentasse di farmi alterare (io rispondevo e lui sparava solo proclami), poi c'ha rinunciato. Ottimi spunti di riflessione, comunque. E sono felice che le mie risposte ti siano gustate.
@Deliriocinefilo #2: eh, le Elegie non finiscono mai. E penso che prima o poi concluderà anche la trilogia iniziata con Madre e figlio e continuata con Padre e figlio (quello sì davvero introvabile). (e riguardo a Madre e figlio, leggiti il commento di Nick Cave, http://www.trax.it/nick_cave.htm. Grande.)
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#30    13 Marzo 2007 - 14:49
 
è ARRIVATO. ho guardato solo il commento di ghezzi per ora non mi è piaciuto per niente, queste pause assurde cerca pensieri...molto meglio quello a Solaris.

padre e figlio in dvd c'è dappertutto online.
http://www.dvd.it/page/dett/arti/294168/nv/DVD/padre_e_figlio.html
http://www.internetbookshop.it/dvd/ser/serpge.asp?ty=kw&x=padre+e+figlio
oppure anche su dvd-store, lì a roma.

avevo letto su un possibile fratello e sorella. quel commento di nick cave l'ho letto circa tre settimane fa.
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#31    13 Marzo 2007 - 15:33
 
http://www.sokurov.spb.ru/isle_en/isle_flm.html

leggi in fondo

deliriocinefilo
utente anonimo

#32    13 Marzo 2007 - 15:56
 
@Deliriocinefilo: 1. però l'accostamento Shining/Sokurov (mi pare sia proprio sul dvd) è geniale. Per il resto, è il solito Ghezzi.
2. Allora mi sa che mi tocca mettere mano al portafoglio. Non costa nemmeno tanto.
3. Ma è incredibile, quest'uomo non si sta un attimo fermo! E ciò è reso ancora più fastidioso dal fatto che in Italia arrivi sì e no un centesimo della sua produzione (Madre e figlio, Moloch, Arca russa, ll sole...).
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#33    13 Marzo 2007 - 16:22
 
madre e figlio e moloch solo in Tv. io li sto cercando all'estero ma non sono riuscito a trovarli con regione 2.
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#34    13 Marzo 2007 - 19:22
 
Qui c'è Madre e figlio, all regions: http://www.amazon.co.uk/Mother-Son-Aleksei-Ananishnov/dp/B00004W45I/ref=sr_1_10/203-3258090-3759925?ie=UTF8&s=dvd&qid=1173809772&sr=1-10
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#35    14 Marzo 2007 - 00:13
 
thanks.
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#36    14 Marzo 2007 - 11:21
 
Thanks si! Ma l'elegia non è uscita in DVD?! Cazzo, Rostropovich diretto da Sokurov... aaaaaaaaaaahhh!!

grandi!

YOURS

MAURO
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#37    14 Marzo 2007 - 11:25
 
Look here:

http://www.play.com/DVD/DVD/CART/5-/Search.html?searchtype=r2director&searchstring=sokurov&page=search&go.x=44&go.y=7&cur=258

UAU!
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#38    14 Marzo 2007 - 14:12
 
minstrel:
http://www.dvdonline.it/show-bin/show.pl?ugY8dzs0YOjHS8G3QJ=jb0lgaPg8YcYgbVPb0
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#39    14 Marzo 2007 - 19:13
 
Evviva, la Sokurov mania!
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#40    14 Marzo 2007 - 20:57
 
ah, datemi Sokurov, Tarkovskij, Lynch, Mann, Kubrick, Malick e non chiedo altro...intanto UDP ha postato.
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#41    14 Marzo 2007 - 21:33
 
Ieri, tra l'altro, ho rivisto Thief di Mann. Brividi. Brividi. (Letto e commentato il ritorno di UDP. Immantinente).
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#42    14 Marzo 2007 - 21:41
 
di che anno? il primo?
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#43    14 Marzo 2007 - 22:24
 
Del 1981: il primo, sì. Il titolo italiano è Strade violente, però il dvd è un po' una ciofeca. Meglio prenderlo all'estero, se possibile. (La colonna sonora - grandiosa, come al solito - è dei Tangerine dream.)
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#44    14 Marzo 2007 - 22:38
 
ah ecco, l'avevo letto con quel titolo.
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#45    14 Marzo 2007 - 22:38
 
inutile dire che sarà Mio!
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#46    15 Marzo 2007 - 00:09
 
Fallo tuo e non te ne pentirai. (Vedo inoltre che hai cambiato avatar: infine Aleksandr spodestò David?... poi: allora, Arca russa? Lo vedesti?)
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#47    15 Marzo 2007 - 00:16
 
David? David chi...?^^
Nell'olimpo di sempre? Aleksandr è prepotentemente lì...
Se dovessi attualmente citare solo una cinquina direi (non in ordine) Malick Sokurov Kubrick Tarkovskij e Lynch..Mann più staccato. E tu? sbilanciati dai...
L'arca russa l'ho visto ieri sera....non si è notato?
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#48    15 Marzo 2007 - 00:19
 
prometto che per un pò terrò lo stesso template ed avatar...ormai altrimenti sembrava d'essere al circo.
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#49    15 Marzo 2007 - 00:20
 
ora alla ricerca del padre e figlio perduto per aprire finalmente gli occhi, tagliarsi le palpebre e infliggersi una sokurov-ludovico-cura.
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#50    15 Marzo 2007 - 10:15
 
Ieri angelo mi ha portato "elegia della vita" in videocassetta. Non vedo l'ora di gustarmelo!
Mi ha anche portato (sempre VHS) "infinitas" di un altro russo impronunciabile. Vi farò sapere!

Grazie per il link!!!

YOURS

MAURO
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#51    15 Marzo 2007 - 10:17
 
Ehi... scusate... ma "arca russa" commedia e "il sole" azioneee?!?!?

O__O

Sono scioccato...

(look the delirio's link naturaly)
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#52    15 Marzo 2007 - 12:50
 
ormai è un salottino a tre sul cinema russo! fantastico.

@minstrel: si e the new world "avventura"
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#53    15 Marzo 2007 - 12:57
 
@Deliriocinefilo: se mi sbilanciassi, cadrei in un precipizio (troppi nomi, troppi). Comunque, fra i nomi che hai fatto, posso dirti che Tarkovskij (a malincuore) sarebbe "fuori" e Mann "dentro". Fra i due russi (il summenzionato e Sokurov), preferisco l'allievo: L'infanzia di Ivan, Andreij Rublëv, Solaris e Stalker sono dei capolavori assoluti, è indubbio, ma controbilanciati da opere di una pesantezza quasi disinibita (Lo specchio, Nostalghia, Sacrificio) che non sono proprio invecchiate benissimo.
@Minstrel: pensa che quando l'hanno dato su Sky, Arca russa era sotto il genere Horror (o Fantascienza, non ricordo precisamente: comunque assurdo).
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#54    15 Marzo 2007 - 13:03
 
@Deliriocinefilo: abbiamo scoperto l'unica nuova forma possibile di cineforum (russo).
@Minstrel: Infinitas non l'ho visto, ma so solo una cosa: dura 220 minuti!
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#55    15 Marzo 2007 - 13:52
 
Mann è un grandissimo, e i nomi che ho detto valgono quei pochi secondi impiegati a scrivere, le mie preferenze sono un'evoluzione continua. Ti dò ragione su Mann, ma il cinema di Tarkovskij è sempre stato coerente in modo assoluto (fin troppo), anche Mann ha i suoi scheletri nell'armadio, non ha fatto solo capolavori (alì ad esempio). Io Amo alla follia il cinema di Mann ma riconosco che la sua sperimentazione ad un certo punto si è fermata all'interno di paletti sì stratificati e sontuosi ma pur sempre di genere. Ti invito a rivedere Lo specchio, a prima impressione può essere come hai detto ma attualmente per me insieme a Solaris restano le due gemme di tarkovskij. Concordo con te su nosthalgia premiato da me con UNO mentre non ho visto Sacrificio.
Su sokurov non posso che darti ragione, per quel che ho visto finora ha superato il Maestro.
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#56    15 Marzo 2007 - 14:31
 
quoto questo:

"Il film che Hitchcock e Welles sognavano di girare: un unico pianosequenza, senza tagli di montaggio. Le ambizioni sono immense (una riflessione sulla storia, l’arte e il proprio paese), i mezzi pure (migliaia di comparse, la disponibilità dell’Hermitage di San Pietroburgo, la possibilità di filmare con la videocamera digitale in alta definizione della Sony usata da Lucas per la nuova trilogia di Guerre stellari); il risultato è indimenticabile. Un unico pianosequenza, appunto, all’interno del museo dell’Hermitage, seguito in soggettiva da un misterioso protagonista (chi è? il regista? lo sguardo della storia? Dio? è forse un sogno?) che, passando da una sala all’altra, ripercorre più di due secoli di storia russa, fra personaggi reali e figure immaginarie. Le immagini di Sokurov sono ipostasi, fantasmi della storia rievocati nell’arte, che impauriscono e commuovono allo stesso tempo: nella corsa sotto la neve di Caterina II la Storia (e la vita) ci sfugge e si fa arte, nel confronto fra lo sconosciuto e il giovane appassionato d’arte il passato alza le spalle e oscura il presente. In Sokurov ogni inquadratura è un dipinto, ogni movimento di macchina una sinfonia; il suo è un occhio critico e visionario, a cui fa fronte una colonna sonora sommessa, fatta di silenzi e poche note di pianoforte, quasi lynchiana. Alla fine non resta che smarrirci nel ballo conclusivo della Russia zarista, abbandonarci alle onde dell’eterno ritorno; asciugare le lacrime, smettere di piangere"

voglio padre e figlio!
voglio le elegie!
voglio vedere il nuovo film di Sokurov!
voglio il volere!
voglio Moloche e Taurus!
voglio rivedere Il Sole!
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#57    15 Marzo 2007 - 14:50
 
dai dimmeli che imparo anch'io qualcosa!

su greenaway mi pronuncerò quando avrò visto tulse luper.
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#58    15 Marzo 2007 - 15:56
 
#1 Se vogliamo, il limite del cinema di Tarkovskij è proprio quello di essersi fatto "genere": poeticistico-intellettuale. Mentre Mann, operando (quasi sempre) all'interno di un cosiddetto genere (l'action), ne ha potuto scardinare le sovrastrutture (come lo Shyamalan di Lady in the water) per mostrarne il vero cuore, che è poi il cuore del cinema stesso: la visione - vergine, dopo aver visto molto - del mondo. E Miami Vice è il suo più clamoroso trionfo (cito Rivette, estendendo a Miami Vice il suo giudizio su Viaggio in Italia di Rossellini: "...un dato evidente: che questo film apre una breccia, e che il cinema intero ci deve passare attraverso, pena la vita". E ancora, sempre citando Rivette ma estendendo la sua opinione a Tarkovskij: "...ci sono altre opere, altri autori che senza dubbio sono non meno grandi; ma, come dire, sono meno esemplari.” (...) "...la loro creazione sembra chiudersi in se stessa...” (...) “Ed ecco certamente la fine dell'arte, che non rende più conto ad altri se non a se stessa e che, superati i tentavi e le ricerche, scoraggia i discepoli isolando i maestri: il loro dominio muore con loro, come le leggi, i metodi in esso vigenti.”). E Alì non sarà un capolavoro (il SUO capolavoro, sul resto si può discutere), però sta sempre fra il grandioso (l'inizio, la morte di Malcolm X) e il commovente ( il Rumble in the jungle).
#2 Quoto assolutamente: “Voglio il volere!”
#3 Mah, è difficilissimo, quasi come esprimere un parere sommario su un film non appena si è usciti dalla sala (concordo con Céline, è una questione troppo personale, intima). Comunque, oltre ai nomi da te già citati, aggiungerei: Spielberg (so che non approvi), il De Palma di Scarface e Femme fatale, Coppola, Scorsese fino a Bringing out the dead, Lucas, Cimino, il Ridley Scott di Blade runner e Alien, Miyazaki, la Pixar, Takeshi Kitano, Kurosawa, Herzog, Truffaut, Godard... la lista potrebbe continuare per chilometri, e ogni autore che rischio di dimenticare è come una pugnalata al cuore (però un altro nome ce lo voglio proprio mettere: John Carpenter. Il finale di INLAND EMPIRE deve moltissimo a Il seme della follia di Carpenter).
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#59    15 Marzo 2007 - 16:03
 
Ecco, ho dimenticato in prima istanza i più semplici da ricordare: Fellini, De Sica, Moretti, Bellocchio, il Leone di C'era una volta in America, Welles, Hitchcock (Hitchcock!), Murnau, Victor Sjöström... Ora basta, altrimenti mi becco una querela da tutti, i vivi e i morti. E da me stesso.
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#60    15 Marzo 2007 - 16:14
 
..eastwood...
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#61    15 Marzo 2007 - 16:23
 
Perchè non trovi che Lo Specchio sia scardinare sovrastrutture?

concordo Alì è una partitura jazz ma non è un capolavoro

Spielberg no comment
De Palma non approvo e neanche Scott con Blade Runner annesso.
concordo su Coppola, Scorsese, Cimino, Herzog.

nuove leve i due Anderson

ecco vedi? Il seme della follia di Carpenter lo devo vedere.
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#62    15 Marzo 2007 - 16:25
 
Ce l'avevo sulla punta della lingua, ma mi sono trattenuto, altrimenti avrei dovuto scrivere pure Tim Burton e Pasolini e Melville e......
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#63    15 Marzo 2007 - 16:33
 
Dei due Anderson prediligo Wes. E riguardo a Tarkovskij: quando ha cominciato con le assurdità (le piogge surreali, le levitazioni, le candele...), non l'ho più retto. Comunque sì, Lo specchio devo rivederlo: lo vidi un po' (troppi) di anni fa.
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#64    15 Marzo 2007 - 16:41
 
io mi riferivo a paul thomas e brad...
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#65    15 Marzo 2007 - 16:57
 
Oddio, non è che Brad Anderson abbia ancora fatto molto (L'uomo senza sonno non mi ha convinto). Di Wes non hai mai visto The Royal Tenenbaums o The life aquatic with Steve Zissou o Rushmore?
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#66    15 Marzo 2007 - 17:31
 
visto niente di wes anderson
di brad hai visto session 9?
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#67    15 Marzo 2007 - 18:19
 
Non ancora, è in attesa (insieme ad altri mille film). Tu però vediti almeno Rushmore o The Royal Tenenbaums.
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#68    15 Marzo 2007 - 18:43
 
http://www.offscreen.it/cult/session9.htm
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#69    16 Marzo 2007 - 09:35
 
Puntiamo diretti verso i 100 commenti cazzo! Dai che ce la facciamo!

Capisco che non siete parcolarmente attratti dal sol levante, ma noto con dispiacere che non ci sono nella discussione due icone:

Gli eccessi di Miike e lo staticismo dialogante di Kitano.

La palla a voi! ;)

yours

MAURO

PS: infinitas ha un titolo programmatico effettivamente! :-P

PPS: angelo ringrazia per il link e il tuo commento da lui, ma non ha ancora avuto il tempo di farlo lui stesso...

PPPS: leggo tutto con mooolto interesse!
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#70    16 Marzo 2007 - 19:21
 
Dai, da ora in poi ne mancano solo 30!
Comunque il Sol Levante m'attrae, eccome, anche se attualmente non ne parlo molto. Miike (purtroppo) non mi convince, ma Kitano è il mio Dio. Amo tutti i suoi film, da Violent cop (la composizione dell'immagine finale! Che pittore!) a Takeshis' (anche se quest'ultimo con qualche dubbio). E che dire del fidato e sempre emozionante Joe Hisaishi? Ma non dispiace nemmeno l'esperimento sonoro di Keiichi Suzuki (al lavoro anche con Satoshi Kon nel sommo Tokyo godfathers) in Zatôichi. (E Angelo dovrei ringraziarlo io, dato che mi aveva già linkato ancor prima che me lo segnalassi. Ah, se postasse più spesso!)
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#71    16 Marzo 2007 - 21:55
 
(scusate, ma l'unico Anderson degno di essere ricordato è PT. Gli altri anche no. Brad è fuffa, Wes robina per intellettuali wannabe senza sangue. Poi c'è Paul, ma vabbè...)
utente anonimo

#72    17 Marzo 2007 - 11:39
 
Bene, la discussione s'allarga. Comunque, ad essere sinceri, nessun Anderson mi esalta, ma se proprio devo scegliere, scelgo Wes. Anche perché IMHO è PT ad essere roba per intellettuali wannabe. Cioè, insomma, se mi puntassero una pistola alla tempia e mi dicessero: "Scegliti l'ultimo film che guarderai in vita tua fra L'uomo senza sonno, Magnolia e The Royal Tenenbaums", io punterei su quest'ultimo.
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#73    17 Marzo 2007 - 11:58
 
Nonnò, si sceglie Magnolia, che almeno dura di più! ^^

Mah, non so, per conto mio Wes è quasi insopportabile, si appoggia sempre su quei due-tre stilemi, su quel finto understatement fighetto che fa tanto cool ma che alla fin fine non mi dice niente. Poi i Tenenbaum è riuscito, eh, e pure Rushmore è più che godibile. Però è sempre quella roba, e stiracchia stiracchia ti trovi con quella minchiatina banale di Steve Zissou.

Mi sa un po' da cinema alla "guarda, mamma, senza mani!": bravissimo, ma oltre a saper andare senza mani arrivi anche da qualche parte?
utente anonimo

#74    17 Marzo 2007 - 12:33
 
Alla fine sì, sono proprio questi i difetti (anche se poi in quell'understatement fighetto ci sono caduto piacevolmente con tutte le scarpe). Difetti che però riscontro anche in PT, che sostituisce l'understatement con un'autorialità compiaciuta fra Altman (i finali biblici/beffardi e la coralità) e Scorsese (la macchina da presa mobilissima e l'affresco d'epoca in Boogie nights), certo più profonda di un Iñárritu/Arriaga qualunque ma alla fine piuttosto frustrante. Non mi pare, quindi, che arrivino da nessuna parte entrambi (IMHO): almeno Wes è un po' meno arrogante (furbetto e superiore sì, ma non arrogante). A questo punto mi pare il caso di rivalutare Paul W.S. Anderson e il suo Mortal Kombat.
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#75    17 Marzo 2007 - 14:26
 
Beh, con Punch Drunk Love PT dimostra di essere capace eccome di cambiar passo, ed è forse il miglior direttore d'attori tra i giovani registi. Poi sì, è uno sbruffone, ma ha una grazia che Wes si sogna (e dai, fa un cinema troppo di pancia per essere un intellettuale wannabe... ^^ )

Accetto però volentieri di convergere su Paul W.S., e mi allineo anche nel non totale amore per Miike. ^^
utente anonimo

#76    17 Marzo 2007 - 16:58
 
Purtroppo il mio parere su PT è ancora parziale, mancandomi Punch drunk love (anch'esso nel listone dei film in attesa). Quando l'avrò visto, finalmente saprò se confermare la mia (parziale) idiosincrasia o invece ricredermi. (E su Paul W.S. ora dirò una cosa grave: Resident evil non era poi così brutto. Almeno non quanto il tedioso e presuntuoso Silent hill.)
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#77    17 Marzo 2007 - 19:53
 
ricrediti ricrediti, Punch drunk love è un filmone con un monumentale Adam Sandler, ma che dico, straordinario! e la regia...l'ho visto 10 volte almeno quanto Magnolia (uno dei miei 10 di sempre). L'arroganza è semplicemente un pregio. I Love You Paul.^^
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#78    17 Marzo 2007 - 19:54
 
...in senso cinematografico s'intende...^^
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#79    17 Marzo 2007 - 19:55
 
non ho mai visto un film di Miyazaki (sì insultatemi, me lo merito credo), stasera ho comprato La città incantata.
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#80    18 Marzo 2007 - 13:27
 
Eh, La città incantata è incredibile. INCREDIBILE. IMHO, il vertice assoluto dell'arte miyazakiana. Dopo questo, non ne potrai fare più a meno, di Miyazaki. UNO dei MASSIMI, proprio così.
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#81    18 Marzo 2007 - 18:58
 
visto, nella pila dei post in attesa.
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#82    18 Marzo 2007 - 19:33
 
A proposito di post in attesa, ma quello su Arca russa? Perso nel mare dell'eterno ritorno?
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#83    18 Marzo 2007 - 20:29
 
è stato scritto quella notte, a caldo, come sempre. E' lì in attesa (appunto).
non ho scritto niente che tu non abbia già detto comunque.

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#84    18 Marzo 2007 - 20:30
 
ho visto anche essere john malkovich ma mi ha un pò deluso, originale sì, ma nient'altro.
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#85    18 Marzo 2007 - 22:49
 
Ah, quanto vorrei riuscire a scrivere a caldo anch'io...! Ma mi è quasi impossibile. Mi serve sempre (almeno) una mattinata di rimuginamenti. E angosce. E sensi di colpa. A volte posto solo per liberarmi di una recensione, per sgombrare la mente. Il post su The new world, ad esempio, è stato un tormento: da una prima torrenziale, discorsiva recensione sono passato a una "cosa" incomprensibile (assurdo, dato che il film di Malick era comprensibilissimo), finendo per fare marcia indietro e scrivere quello che ho scritto.
(E comincio a pensare che Kaufman sia sempre più simile al suo collega messicano Arriaga: o c'è un regista di polso, critico, con un suo immaginario autonomo (Gondry con Kaufman e Jones con Arriaga) e allora si firmano i capolavori, oppure è meglio lasciar perdere. Non ritengo che siano dei geni e il merito dei due grandi film tratti da loro sceneggiature (Le tre sepolture ed Eternal sunshine) è senza dubbio dei registi. Gondry l'ha confermato con The science of sleep (senza Kaufman), mentre siamo in attesa di un nuovo intervento di Tommy Lee Jones.)
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#86    18 Marzo 2007 - 22:52
 
E vedo che hai cambiato nuovamente avatar...
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#87    18 Marzo 2007 - 23:10
 
avatar: è proprio un circo...come contraddirsi giusto il tempo di contraddirsi...

io scrivo sempre o a caldo o mai più. se aspetto, anche tipo un'ora sono incapace di concentrami, qualsiasi distrazione mi fa perdere la concentrazione.

ho preso adaptation e devo vederlo. comunque nell'osannato spike jonze non ho visto nulla di straordinario.

Su Arriaga, a me va bene anche con Inarritu...
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#88    18 Marzo 2007 - 23:17
 
A volte invece mi succede di cambiare completamente opinione su un film dopo due/tre ore. O il giorno dopo. Quindi qualunque cosa scriva ha un'aspettativa di vita piuttosto breve. (Adaptation non l'ho visto, ma ho letto stroncature praticamente ovunque.)
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#89    18 Marzo 2007 - 23:19
 
io ho letto stroncature ed osannanti urla al capolavoro.
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#90    19 Marzo 2007 - 00:05
 
... con questo tipo d'autori è sempre così: odio oppure amore.
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#91    19 Marzo 2007 - 12:39
 
Sto stampando i vostri ultimi commenti almeno li leggo a pranzo e in più aiuto la causa "arriviamo a 100!"

E SIAMO A 91! Vaaaiii!

yours

MAURO

PS: spam? si grazie... ;)
PPS: perdoname...
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#92    19 Marzo 2007 - 13:05
 
A me invece capita di raffinare il voto dopo qualche giorno ma l'opinione resta sostanzialmente quella.
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#93    19 Marzo 2007 - 20:05
 
@Minstrel: -7. Siamo in dirittura d'arrivo, un ultimo sforzo. (E mi dispiace che ti stiamo rovinando i pranzi!)
@Deliriocinefilo: ah, di voti non me ne parlare. In più di un anno ho cambiato il voto (o devo ancora cambiarlo) a troppi film. Flags of our fathers, The departed, King Kong, Crash, The break up, Red eye...
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#94    19 Marzo 2007 - 20:19
 
a proposito di flags, un immediata rivalutazione mi frulla nella testa dopo la visione delle letters...
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#95    19 Marzo 2007 - 20:20
 
ma a 100 cosa facciamo? ci fai recapitare una bottiglia di morellino di scansano..?
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#96    20 Marzo 2007 - 11:38
 
Perchè no!
Riguardo a sen to chihiro ti ho risposto nel tuo blog delirio!

intanto a jerry chiedo se ha mai visto Tonari no totoro e lo strepitoso Porco Rosso!

Miya-san ha sfornato capolavori senza età: è semplicemente uno dei migliori registi viventi.

Come takahata d'altra parte. Mai visto tomba per le lucciole?
E restando sull'animazione che mi dici di Hanno?
E Kon (tokyo godfathers, millenium actress ecc ecc)?

Con le tue risposte arriveremo al morellino?

Yours

MAURO
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#97    20 Marzo 2007 - 12:33
 
@Deliriocinefilo: un Brunello di Montalcino annata 1995 va bene lo stesso?...
@Minstrel: beh, riguardo ai due capolavori di Miyazaki posso solo dire: da mozzare il fiato (e il cuore) il primo, assolutamente memorabile il secondo (con la celeberrima battuta: "Meglio maiale che fascista"). Mentre su Takahata e Hanno sono ignorante (di Hanno cosa mi consigli?). Kon, invece, l'adoro: e alla lista aggiungerei anche Perfect blue (e qui s'attende con impazienza il sicuramente splendido Paprika). E comunque: a questo punto perché non parlare anche del geniale Metropolis di Rintaro con la sceneggiatura di Katsuhiro Ôtomo?
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#98    20 Marzo 2007 - 16:02
 
Perché Otomo no, no, no!! (cavolo, mi rendo conto che i miei interventi qua sono solo negativi... ^^" )
Personalmente, a parte la quasi ovvia venerazione per Miyazaki - ma come potrebbe essere altrimenti... - adoro Kon e soprattutto Oshii: il mio regno per un bassethound!

Perbacco, posso avere un sorso di Brunello anch'io..? Giusto un assaggio, eh, che ho partecipato poco al raggiungimento del centesimo post..! ^^
utente anonimo

#99    20 Marzo 2007 - 22:51
 
Ok Ôtomo no (sembra il nome di un gruppo indie: e comunque sono immune al fascino di Akira), però Metropolis è un capolavoro. E Mamoru Oshii è una mia colpevolissima mancanza: ma i due Ghost in the shell sono lì che mi guardano impazienti di essere a loro volta guardati. Presto verrà il loro turno.
(Il Brunello è per tutti. Anche per l'Insultatore di Professione che ha permesso il - quasi, ne manca uno! - raggiungimento del centesimo commento. Ah, se il mio stalinismo avesse preso il sopravvento, adesso non saremmo qui...)
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#100    20 Marzo 2007 - 23:05
 
cento commenti? coplimentoni
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