Les cahiers de l’enfer

"Ogni film ci mostra il cinema e ne è la morte." (Christian Metz)

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domenica, 13 maggio 2007

I sommersi e i salvati (purtroppo) #4

Babel di Alejandro González Iñárritu con Brad Pitt, Cate Blanchett, Mohamed Akhzam, Gael García Bernal, Rinko Kikuchi... *1/2

BabelUna coppia americana in crisi, una tata messicana che si perde i bambini al confine, una giapponesina sordomuta sessualmente rifiutata, una famiglia di pastori marocchini ricercata dalla polizia. Sembra uno Short cuts internazionale, invece è solo una barzelletta: a lieto fine per americani e giapponesi e tragico-beffarda (con morale annessa) per messicani e marocchini (il nuovo politically correct?). Cinema iettatorio, programmatico, fossilizzato (nello stile: zoom, montaggio analogico e pianisequenza un tanto al chilo; nei personaggi: gli occidentali prossimi al divorzio, i giapponesi modaiolo-malinconici, i messicani clandestini; nella scrittura: divisa fra moralismo e happy end, pessimismo e redenzione dello spettatore), talmente enfatico da far sembrare Crash di Paul Haggis un modello di sobrietà. Un regista “pericoloso” (che più non dice niente, più tutti s'affannano ad ascoltare), “uno dei più grossi bluff del cinema contemporaneo” (Alberto Pezzotta), “uno scempio etico ed estetico col muso lungo” (UnoDiPassaggio - su 21 grammi, ma è uguale). Questo non è grande cinema, ma glande-cinema.

Postato da: JerryGarcia85 a 13:11 | link | commenti (30) |


Commenti
#1    13 Maggio 2007 - 13:34
 
splendido! era ora che postassi qualcosa su cui sono d'accordo allo 0%
l'idea che abbiamo del cinema di inarritu è lontana anni luce, ma una cosa posso parzialmente passartela, quel "programmatico"
comunque io sono una voce fuori dal coro: almodovariano, inarrutiano, ken-loachiano, larsvontrieriano e chi più ne ha ne metta eheh (insomma se c'è un regista odiato da tutti, criticato nonchè insultato sicuramente io sto dalla sua parte)
la cosa che proprio non posso condividere nemmeno sotto tortura del tuo post è che inarritu sia un regista pericoloso
spero solo, ma sono sicuro che così non è, che quella dell'insulto a innarritu non sia solo più una moda.
per quanto mi riguarda questo è il suo film, più che meno bello, meno sincero, 21 grammi era un gran bel film (e nessuno dico nessuno potrà togliermi questa convinzione eheh), amores perros un quasi-capolavoro..
degna del tuo genio, comunque, la battuta finale (da dove ti escono?)
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#2    13 Maggio 2007 - 22:26
 
grande post! l'altra faccia di Babel anche se è quella che non voglio vedere...^^
perchè il lieto fine per i giapponesi? io non ho visto lieto fine ma solo disillusione.
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#3    13 Maggio 2007 - 23:49
 
@Honeyboy: eh, quando mi irrito mi escono proprio così, di getto. Poi le metafore a sfondo anatomico/sessuale sono la mia specialità (...). Il "pericoloso" comunque è tra virgolette, è una sorta di provocazione. Per dire che essendo un grande affabulatore, potrebbe essere un perfetto regista di propaganda. Ma anche questa è una provocazione. Ormai provoco alla provocazione, e giustifico la provocazione provocando. Questo non è un grande commento, ma un glande-commento ^^
@Deliriocinefilo: grazie grazie: the dark side of Babel. Lietissimo fine magari no, però riconciliazione gratuita e non richiesta sì. Anche perché non ci serviva un film per capire che per lenire il dolore della perdita e del rifiuto, l'amore (paterno) è una delle possibili soluzioni.
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#4    13 Maggio 2007 - 23:58
 
io ho visto un lenire temporaneo e disilluso e uno sguardo perso nel vuoto, o meglio due sguardi persi nel vuoto, verso la metropoli che annienta, che urla, ma la solitudine è sorda, è silenzio, il dolore è sordo e cieco.
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#5    14 Maggio 2007 - 00:12
 
Se non era per me non lo vedevi! Dovresti ringraziarmi, dovresti!
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#6    14 Maggio 2007 - 00:14
 
La solitudine sarà anche sorda, ma quella stretta di mano significa riconciliazione, una speranza (legittima): nonostante la perdita, il rifiuto, il dolore (architettati da un Iñárritu/Arriaga degno del Divin marchese) che la città annichila, amplificandoli nell'interiorità (che è la loro unica dimensione: cosa che Iñárritu non deve aver capito molto bene). Ecco, io non capisco il senso di un film completamente dedito al tragico, al pianto, alla sofferenza (gratuiti) e che si conclude con una nota di speranza. E che, se proprio deve mandare alla malora qualcuno, lo fa con messicani e marocchini. Che fine hanno fatto le beffe all'occidente americano di Magnolia e Short cuts? Gli inquietanti balli di famiglia di Leavitt e gli yuppie finti serial killer di Ellis? Per non parlare degli "eventi tossici aerei" di DeLillo o della Felicità di Solondz...
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#7    14 Maggio 2007 - 00:23
 
@Ohdaesu: hai ragione! Il tuo post mi ha spronato! Hai infuso in me la forza necessaria per stroncare "ciò che andava stroncato", rendendomi ancora più cinico. Da vero e unico Grande Super-mega Direttore Galattico della Festa del Cinema di Roma, la mia città. Ti devo una stroncatura.
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#8    14 Maggio 2007 - 00:24
 
Quando il direttore della festa del cinema popolare chiama, i suoi fedeli accoliti rispondono! Pure io ho Babel in caldo, alla fine, devo solo trovare due ore di voglia per vederlo...

(si può essere inarrituani e larsvontrieriani contemporaneamente..?)
utente anonimo

#9    14 Maggio 2007 - 00:45
 
Io poi, che sono stalinista, ci sguazzo ^^... (non saprei rispondere alla tua domanda, ma di una cosa sono certo: che essere contemporaneamente anti-inarrituani e anti-larsvontrieriani è possibilissimo...)
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#10    14 Maggio 2007 - 14:36
 
sì che si può!
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#11    14 Maggio 2007 - 15:17
 
Vorrei pronunciarmi in merito, ma non so... non mi va di scatenare polemiche. Dì un po', ma qui, i voti, non si davano ai film?
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#12    14 Maggio 2007 - 16:07
 
@Honeyboy: d'altronde si può anche essere contemporaneamente fan di Steven Seagal e amante di Sokurov......
@PogoOpossum: e io al film l'ho dato, il voto: il film come espressione della poetica, del "cinema" del suo autore. Anzi, mi sono concentrato sul film più che sul cinema come non mi accadeva da molto tempo. Da seguace moderato della politica degli autori, il mio occhio non può che soffermarsi sul cinema, prima che sul film (un film è solo cinema che affiora in superficie: se il cinema non va, il film lo segue a ruota).
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#13    14 Maggio 2007 - 17:51
 
Non credi che accostarmi ad Alberto Pezzotta potrebbe precipitarmi in un delirio megalomane? Sconsiderato!

P.S. Tra l'altro l'unico momento QUASI intenso del film, il finale in Giappone, deve la sua presunta intensità esclusivamente all'utilizzo di un vecchio brano di Sakamoto, "Bibo No Aozora", riciclato ad "arte". Facile. Mi fossi filmato alla finestra con una telecamerina digitale e avessi messo lo stesso pezzo a commento sonoro, vi sareste commossi tutti riflettendo sullo sconforto metropolitano.

(sempre più penso che nei commenti ci sia più JerryGarcia85Pensiero di quanto già non appaia negli irrinunciabili post)
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#14    14 Maggio 2007 - 18:12
 
@jerrygarcia: sono d'accordissimo nel cinema che traspare dai film, è così nel C-inema...ha ha ha!

@UDP: 1. perchè quando nei film non si utilizzano vecchi brani riciclati ad arte?
2. non sapevo nulla delle tue doti di regista...
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#15    14 Maggio 2007 - 18:40
 
@delirio: 1. Si possono utilizzare eccome ma non "riciclare" (il termine era usato in modo dispregiativo così come il virgolettato "ad arte") e poi ci tenevo a dire che l'intensità era tutta di Sakamoto.
2. Infatti non ne ho. Un po' come Inarritu. (questa è cattiva e gratuita, l'ammetto)
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#16    14 Maggio 2007 - 20:41
 
(stalinista? eheh io da buon castrista sono sempre lieto di sapere che c'è sempre qualcuno ancora più a sinistra)
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#17    14 Maggio 2007 - 22:16
 
@UnoDiPassaggio: beh, nei post sono più costretto, legato: le recensioni devono essere prima di tutto utili, poi viene il piacere della lettura/scrittura (IMHO). "La critica non è Arte, dobbiamo mettercelo in testa": questa frase di Mereghetti la faccio mia e me la ripeto spesso, un po' per consolarmi, un po' per dire la mia in modo il più compiuto possibile. (Senza contare, poi, la mia mania per la sinteticità...). E così il pensiero rimane implicito nei "consigli per la visione". I commenti invece sono un esercizio dialettico utilissimo: forse è lì che il pensiero-cinema si sviluppa e viene condiviso; anche perché nel post si ha un pensiero "personale": una volta elaborato nel foro dei commenti, diviene pensiero "politico". (Ecco la risposta di mio padre alla mia domanda riguardo al punto del film fino al quale avesse retto senza addormentarsi: "Fino alla giapponese senza mutande...". Ebbè.) (La citazione era d'obbligo. Dai, per calmare il tuo delirio megalomane, ti ho messo dopo Pezzotta, e non prima. Ma attento, la prossima volta potresti essere pre-messo!)
@Deliriocinefilo: se aprissimo una rivista di cinema, senza dubbio dovremmo chiamarla "C-inema".
@Honeyboy: c'è sempre qualcuno più a sinistra (guarda il GRANDE DIRETTORE COMPAGNO della Festa popolare del Cinema (o del C-inema?), Oh Dae-su... ^^).
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#18    14 Maggio 2007 - 22:21
 
E stasera, in onda su Rete 4, Fire down below con Steven. Se non lo state già vedendo (...), non perdetevi quanto meno il finale (...)
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#19    15 Maggio 2007 - 12:05
 
@udp: sicuramente è così come dici tu e a Cannes avranno preso un abbaglio tanto quanto per Resnais a Venezia...?
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#20    15 Maggio 2007 - 15:59
 
@jg85: gparker ha pubblicato la rece di zodiac....ma che sia un capolavoro o no io ME NE FREGO: CAPOLAVORO COMUNQUE!!!!!!!!!!!!!!
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#21    15 Maggio 2007 - 19:29
 
Orsù, basta frecciatine... e ora le mie, di frecciatine:
1. La giuria di Cannes ha sbagliato molte volte (vedi la Palma d'oro a Von Trier o a Moore... e forse pure a Van Sant: due spanne, comunque, sopra a tutti).
2. Sinceramente non la vedo tutta questa bravura registica di Iñárritu: un semi-pianosequenza in macchina già fatto da Spielberg ne La guerra dei mondi; un stacco analogico di montaggio, stantio di almeno 13 ann - se non 22; un matrimonio e un'uscita in discoteca che sembrano diretti dalla Coppola (e non è un complimento): video-clippati e confusi (per imparare a dirigere una sequenza di discoteca, Iñárritu si ripassi Collateral e Miami Vice).
3. - 3 giorni. Sono in cerca di recensioni dei giornali, delle anteprime... un Mereghetti... un Pezzotta, un Mazzarella...un Bocchi... Ma ancora niente.
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#22    15 Maggio 2007 - 19:31
 
(intendevo "13 anni". E ho letto la recensione di Gparker: un po' tiepida, ma il mio entusiasmo non si smorza...)
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#23    16 Maggio 2007 - 20:18
 
OT: http://canali.libero.it/affaritaliani/politica/belgiocandidatasessoorale1605.html
quando si parte per il belgio?
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#24    16 Maggio 2007 - 22:56
 
Belgium, here I come! (in tutti i sensi)
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#25    17 Maggio 2007 - 23:40
 
1. glande attesa: - 1
2. mi sa che dovrò rivedere Z.. almeno 3 volte
3. l'ossessione ci sconvolgerà
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#26    18 Maggio 2007 - 10:48
 
http://www.corriere.it/Speciali/Spettacoli/2007/
festival_cannes/articoli/zodiac.shtml
Bene, adesso l'attesa è divenuta definitivamente insostenibile.
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#27    18 Maggio 2007 - 16:27
 
ecco, me la sono fatta in mano.

deliriomancanopocheorecinefiloparanoico
utente anonimo

#28    19 Maggio 2007 - 10:58
 
OT Robert Downey Junior tutta la vita
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#29    19 Maggio 2007 - 17:09
 
Zodiac tutta la vita!
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#30    01 Giugno 2007 - 16:12
 
adoro le tue metafore anatomico-sessuali. Sono così sexy... ;-)

Babel programmatico, artificioso, a tratti irritante.
Ma ottima fotografia.
Anzi glande fotografia. ^^
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