Les cahiers de l’enfer

"Ogni film ci mostra il cinema e ne è la morte." (Christian Metz)

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sabato, 17 marzo 2007

Death of a president di Gabriel Range con Hend Ayoub, Brian Boland, Becky Ann Baker, Robert Mangiardi, Jay Patterson, Neko Parham... **1/2

Death of a presidentM'immagino se questo film l'avesse diretto Oliver Stone. Innanzitutto sarebbe durato quattro ore, delle quali almeno la metà incentrate sul corpo di Bush che cade al rallentatore dopo lo sparo e il resto in tesi di complotto. E si sarebbe chiuso con palle di fuoco del Signore, raggi di luce metafisici e un fermo immagine della bandiera americana con Stone in sottofondo che legge il primo emendamento. Sarebbe stato peggiore, e forse più memorabile. Intendiamoci: chi è che ancora crede veramente (se non sotto cura Ludovico) alle Guerre di Pace e o all'11 settembre come esclusiva opera di Al Qaeda? Nessuno. Lo spettatore smaliziato, cinico rischia allora di trovarsi immunizzato contro un film altrimenti abile a catturare la sua attenzione, intelligente e persino toccante nel suo concludersi sommesso, crepuscolare. E che contiene in sé una riflessione non scontata sul cinema come visione improbabile di un mondo possibile (e non più visione possibile di un mondo improbabile) o rappresentazione reale del falso (e quindi realtà realistica, in quanto sua rappresentazione). Peccato solo che molti intervistati recitino palesemente, con buona pace della forza della messinscena.

Postato da: JerryGarcia85 a 14:47 | link | commenti (22) |


Commenti
#1    18 Marzo 2007 - 13:42
 
ecco questo è un film che sta stuzzicando la mia curiosità... solo che abitando una liana dopo Tarzan non c'è ombra di cinema seri nel raggio di almeo 50 km... danno solo "ho voglia di te" e altre amenità... uff comunque spero di farcela
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#2    18 Marzo 2007 - 17:59
 
sulla disamina stoniana promuoverei l'applauso. hai citato praticamente tutto quello che odio nel suo cinema ^^
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#3    18 Marzo 2007 - 19:28
 
@Honeyboy: eh, ma è un problema nazionale. Dato l'argomento, non è che i cinema si siano proprio scannati per averlo. Anzi, si sono scannati per NON averlo.
@Noodles: ho passato la prima metà del film (quella più coinvolgente) a pensare: "Ah, quanta isteria pomperebbe Stone in questo punto!... Sì, sì, qui c'andrebbe di tromboni in colonna sonora... qui di santini San Pellegrino...". Ed è filata via così. Insomma, da una parte un complimento (ché Range è lontano dallo Stone-pensiero), dall'altra un appunto (di fronte allo spettatore saputello - come me - perde molto).
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#4    18 Marzo 2007 - 20:37
 
magari ci fosse più Stone-pensiero al mondo.
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#5    18 Marzo 2007 - 23:00
 
Mah. Se è lo Stone-pensiero di Salvador, Talk radio e Natural born killers, allora sì. Ma se è lo Stone-pensiero di Nixon, U turn, Ogni maledetta domenica e World Trade Center, allora decisamente no. Anche se di Nixon e World Trade Center qualcosa la salvo. Come salvo (e qualcosa di più di "qualcosa") anche Alexander. Comunque penso che dopo WTC Stone non avrà la vita facile, sia per quanto riguarda la critica che il pubblico (per non parlare dei produttori).
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#6    18 Marzo 2007 - 23:01
 
@Deliriocinefilo: aiuto, il tuo avatar cambia ad ogni battito di ciglia!
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#7    18 Marzo 2007 - 23:17
 
quando ho visto U turn mi è venuto da simbolicamente da "sboccare"...poi ripensandoci ha una sua logica, uno sguardo lucido sull'assenza di qualsivoglia speranza immersa e sciolta nell'acido caustico dello squallore esistenziale.

Ogni maledetta domenica non è malaccio, discreto e nulla di più.

su World Trade Center ho già detto ampiamente la mia partendo da presupposti completamente diversi.

Alexander per me è un gran film, anche se l'ho rivisto un mesetto fa e mi ha lasciato indifferente e im"bucefalito" (a parte il lato tecnico a tratti memorabile).

L'importante è che un regista faccia film per se stesso e nessun'altro.
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#8    18 Marzo 2007 - 23:43
 
Di U turn mi terrei solo le scene con la Lopez (e non per la loro qualità "filmica": anche se sono invecchiate - le scene, il film e la Lopez - molto male, dopo solo dieci anni) e butterei tutto il resto. Ogni maledetta domenica è una tamarrata indicibile, girata malissimo e salvata solamente da un buon Pacino (il cui discorso finale sembra preso da Eccezzziunale veramente). Su Alexander ti do ampiamente ragione: a un certo momento, parlar male di Stone è diventata la moda ufficiale della critica italiana, con giornalisti che si davano addosso per inventare il neologismo o la battuta più geniale per deridere il regista americano. Mentre nel frattempo facevano la fila per appoggiare il Muccino od Ozpetek o Veronesi o Moccia di turno, annichilendo senza rimpianti il loro già modesto senso critico. Naturalmente senza nemmeno degnare di uno sguardo (se non corrotto) il suddetto film. Un po' lo stesso che è successo con l'ultimo Rocky.
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#9    19 Marzo 2007 - 11:39
 
a leggere il post ad alta voce mi si è incrociata la lingua.

bravo!
(io devo ancora finirlo ma sono approssimativamente d'accordo, solo MOLTO meno contento)
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#10    19 Marzo 2007 - 13:02
 
Ogni maledetta domenica è quello che deve essere, intatta la sceneggiatura come poteva essere girato?
monumentale Al Pacino

"Su Alexander ti do ampiamente ragione: a un certo momento, parlar male di Stone è diventata la moda ufficiale della critica italiana" Non solo di Stone, non solo...
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#11    19 Marzo 2007 - 19:57
 
@Kekkoz: non so nemmeno più se il mio stile scioglilingua sia tale per volontà o meno. Incoscienza dell'incoscienza . (In fondo appaio più contento perché ancora non ho visto Da fauntein - e spero proprio di non vederlo.... oppure no?)
@Deliriocinefilo: di OMD non salverei nemmeno la sceneggiatura. E comunque, nelle scene d'azione (o di gioco), il montaggio adrenalinico, gli otturatori al millesimo di secondo, la vicinanza e l'esaltazione non mi aggradano. Preferisco i campi medi/lunghi di un Siegel o un Friedkin e i ralenti improvvisi e incendiari di Mann (vedasi il finale di Thief). E poi OMD mi pare un Fuga per la vittoria senza Pelé. Inutile, quindi. (IMHO)
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#12    19 Marzo 2007 - 20:17
 
questo film rientra appieno in quel filone cinematografico che si contamina di altri linguaggi. insomma un cinema che non fa il cinema alla ricerca di audience altrui. questa ossessione per il reale ed il suo continuo taroccamento a mio modesto avviso sta sterilizzando il cinema. che va bene che è già morto, ma insomma... non infieriamo sul cadavere...
utente anonimo

#13    19 Marzo 2007 - 20:43
 
quoto kdm
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#14    20 Marzo 2007 - 12:12
 
...che poi dovremmo chiederci cosa ne rimane (qui e ora) del cinema-funzione (normativo) e quali sono le prospettive di un cinema-libero (da se stesso). Anche se non credo che Death of a president vada in cerca di audience altrui. Però sì, è il classico film da scuola di cinema o da gita scolastica al cinema (tra l'altro ricordo che con la mia classe delle medie vidi Indiana Jones e l'ultima crociata, ma non al cinema. Decisamente meglio di un possibile Death of a president del passato.)
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#15    21 Marzo 2007 - 16:33
 
ciao complimenti per il blog e per la citazione di Faulkner. Salutoni. Nameerf
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#16    21 Marzo 2007 - 19:15
 
Onoratissimo per i complimenti per il blog (e giro quelli per la citazione a William!)
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#17    23 Marzo 2007 - 22:56
 
La classifica tra gli Stone sommersi e i salvati di jerry la faccio mia. Aggiungerei che per esempio JFK e Nato il 4 luglio hanno delle cose interessanti, un po' affogate da alcuen uscite infelicissime. Le reazioni da cioccolattino patriottico degli americani nel bar alla notizia della morte di JFK sono di un cheap terrificante.
Pacino è grande in Any given sunday, ma il ritmo da televisione al testosterone alto mi fece imbestialire al cinema. Senza contare "quell'ardito" simbolismo "critpico" che doveva legare l'arena di Ben Hur nella tv di pacino all'arena della politica dello sport e della lotta degli sportivi. Teribbile.
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#18    25 Marzo 2007 - 18:51
 
Il parallelismo con Ben Hur sarebbe stato indecoroso e fuori luogo anche in un film der Piotta. Figuriamoci di Stone (che sta collezionando scene una più kitsch dell'altra: il Cristo Ferrarelle o il Colin Farrell estasiato con macchina da presa a 360°).
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#19    28 Marzo 2007 - 22:54
 
sono riuscito a vederlo! ne è valsa la pena uh se ne è valsa la pena... questi sono i film graffianti, altro che il fiacco borat...
alla guerra di pace ci credono ancora in molti purtroppo, perchè la cura ludovico la fanno i mass media...
non troppo d'accordo, invece, su stone, ma questa è un'altra storia...
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#20    29 Marzo 2007 - 01:23
 
Jfk è un capolavoro.
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#21    29 Marzo 2007 - 17:04
 
un film di stone che non mi convince è natural born killers... su jfk non saprei dire, ma il mio co-blogger dice che è un gran bel film
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#22    30 Marzo 2007 - 11:24
 
Mah, in JFK non c'è scintilla, l'obiettivo è appiattito, la recitazione non adeguata. Meglio Nixon: almeno si tenta d'andare oltre e Hopkins è gigantesco. Comunque ribadisco che se si vuole uno Stone visivamente furioso ma allo stesso tempo più controllato (e quindi migliore), si deve andare a pescare fra i primi film (escluso La mano): già con Nato il 4 luglio s'era un po' rimbambito.
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