Les cahiers de l’enfer

"Ogni film ci mostra il cinema e ne è la morte." (Christian Metz)

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sabato, 30 dicembre 2006

Classifica 2006

Osservate attentamente. Ora voi starete cercando Marie Antoinette o Radio America o (che ne so) Lady Vendetta, ma non li troverete (almeno fra i primi dieci), perché non li state cercando veramente. Non volete sapere. Volete essere ingannati.

1. Miami Vice di Michael Mann **** - Forme glaciali di cinema incandescente. Come e più di Manhunter.
2. The prestige di Christopher Nolan ***1/2 – Nolan mantiene le promesse: dopo Memento, ecco un altro capolavoro.
3. The new world di Terrence Malick **** - L’infinito di un cielo immenso e indifferente durante un sequenza di battaglia. Visione dell’anno./ Grizzly man di Werner Herzog **** - La tragica contrapposizione visivo/dialettica fra la pessimistica Weltbild di Herzog e il panismo di Timothy Treadwell, ecologista-filosofo che ha votato la sua vita agli orsi, salvo poi rimanerne ucciso.
4. Il labirinto del Fauno di Guillermo del Toro **** - Anche a costo di ripetersi: la forma cinematografica perfetta. Il capolavoro di del Toro.
5. Cars di John Lasseter e Joe Ranft **** - La tecnica Pixar alle sue estreme conseguenze. Ma anche apologo struggente sull’amore, l’amicizia e il mito americano.
6. Il regista di matrimoni di Marco Bellocchio **** - Il miglior Castellitto di sempre e la migliore attrice italiana (Donatella Finocchiaro) nel film che chiude la recente trilogia di Bellocchio sull’Italia spettrale di ieri (Buongiorno, notte) e (soprattutto) di oggi.
7. Le tre sepolture di Tommy Lee Jones ***1/2 – Il blues del deserto di Jones, su sceneggiatura (la migliore) di Arriaga. Sorprendente.
8. Lady in the water di M. Night Shyamalan **** - Il film più divisorio dell’anno e il più incompreso (forse). Shyamalan urla il suo amore per il cinema e va contro tutti: il pubblico (inconsapevolmente) e la critica (consapevolmente). Io sto dalla sua parte.
9. Match Point di Woody Allen ***1/2 – Il nuovo capolavoro alleniano da tanto tempo a questa parte. Nonostante gli anni (e i mitici occhiali), Allen ci vede ancora benissimo.
10. Il caimano di Nanni Moretti ***1/2 – Il film italiano più atteso dell’anno (di cui s’è parlato e sparlato): un ritratto tagliente ma anche triste dell’italietta berlusconiana, con apocalisse sveviana finale. Nanni ha esaudito le aspettative.
11. Inside man di Spike Lee ***1/2 – Macchina-thriller perfetta e pamphlet antixenofobo post-11 settembre: sui livelli de La 25a ora. Eccellente, quindi.
12. Flags of our fathers di Clint Eastwood *** - I due premi Oscar Eastwood e Haggis di nuovo insieme dopo Million dollar baby: il risultato è cupo, pessimistico, discontinuo (specie nel finale), ma colpisce forte al cuore.
13. Lady Vendetta di Park Chan-wook *** - Il capitolo finale della trilogia sulla vendetta di Park: commovente e visionario come i primi due, ma con la pecca di un finale in cui fa capolino la maniera.
14. Truman Capote: A sangue freddo di Bennett Miller *** - Opera pacata ma ambiziosa: lo scontro fra due mondi, la doppiezza della scrittura coi suoi limiti etici, la personalità complessa e fragile di un grande scrittore, una (potenziale) storia d’amore. Ma soprattutto un Philip Seymour Hoffman colossale.
15. The devil’s rejects di Rob Zombie ***1/2 – Horror trash-cinefilo in confezione western-musical: dopo La casa dei 1000 corpi, Zombie punta in alto, azzardando risvolti metafisici e stupendo con un finale on the road sulle note struggenti di Free Bird dei Lynyrd Skynyrd.
16. Munich di Steven Spielberg *** - Come al solito, per la prima metà si ha un capolavoro di montaggio e regia (e un invito a riflette sui limiti di ogni giustizia e ideale su cui spesso si è sorvolato e che non è per nulla scontato). Poi Spielberg s’annoia, annoia e conclude col pilota automatico. Peccato.
17. Scoop di Woody Allen **1/2 - Un Allen minore è sempre meglio di gran parte delle commediucole che passano sugli schermi ultimamente.
18. The Queen di Stephen Frears *** - Una Mirren mastodontica per un ritratto di signora ironico, amaro, impietoso più con Blair che con la sua protagonista.
19. I figli degli uomini di Alfonso Cuarón *** - Fra le sorprese dell’anno: pianisequenza da capogiro (con percettibili aiuti dal digitale), attori bravi (e nel caso di Caine: bravissimi) e una storia coinvolgente (dallo spiacevole – purtroppo - retrogusto retrogrado).
20. Wallace & Gromit: La maledizione del coniglio mannaro di Steve Box e Nick Park *** - Piccolo capolavoro di british humour e cinefilia intelligente, fra mirabolanti invenzioni visive e una stop-motion allo stato dell’arte. Solo qualche dubbio riguardo all’esile soggetto.
21. L’era glaciale 2 – Il disgelo di Carlos Saldanha *** - Cartoon digitale coraggioso: affronta senza pudori la morte, la sopravvivenza e il sesso, e raggiunge discrete vette metafisiche con un finale in cui lo scoiattolo Scrat è inserito (era ora!) nelle meccaniche del plot (con effetti devastanti). Chi poi non avesse trovato nell’ultimo Pixar il divertimento e l’umorismo anarcoide di Toy story 2 o Gli incredibili qui verrà ampiamente accontentato.
22. Jarhead di Sam Mendes *** - Mendes, raggiunta la quadratura del cerchio al terzo film, insegue l’utopia di un film di guerra senza la guerra, minimalista, in cui non si spara nemmeno un colpo. E trova in Jake Gyllenhaal un protagonista straordinario.
23. Brokeback mountain di Ang Lee *** - Il miglior film di Lee dai tempi di Tempesta di ghiaccio: struggente e trattenuto, mai eufemistico (e per questo un po’ furbo), impreziosito dalle intense interpretazioni di Gyllenhaal e Ledger.
24. Fascisti su Marte di Corrado Guzzanti e Igor Skofic *** - Incredibile, sommergibile, ignifugo, irrevocabile: Pini è un NEGRO!
25. V per Vendetta di James McTeigue **1/2 – Un bicchiere di fantascienza, con ghiaccio: fra baci inutili e filosofia spicciola, fa capolino Benny Hill, mentre della House of Parliament non rimane che polvere. Ah, Dio è nella pioggia. I've been searching/for my wings some time/I'm gonna be born/Into soon the sky...
26. The weather man di Gore Verbinski **1/2 – Il funerale da vivo al Sogno Americano diretto dal regista della Maledizione della prima luna: in un’America dove ognuno deve trovare il proprio ruolo, altro non resta che accettare la stasi, e il potere. Ma il finale è più ottimistico. Bravo Cage, ma Caine infila la terza interpretazione-capolavoro dell’anno.
27. Nacho Libre di Jared Hess **1/2 – Elegia nerd, polverosa e atemporale, scanzonata solo in superficie. Hess come un Jarmusch post-demenziale? Intanto Jack Black è sempre più attore dal talento multiforme.

28. The departed di Martin Scorsese **1/2 – Smontata la struttura in eredità dall’originale hongkongese, non rimane molto: l’ossessione per la religione, la colonna sonora di classici, un cast ultramilionario (con un Nicholson ultra-gigione e un DiCaprio sottovalutato, ben superiore al bonario Damon... Matt Damon, Matt Damon!)
29. La Dalia Nera di Brian De Palma **1/2 – Non ci fosse stato Hostel di Roth, sarebbe stata la delusione dell’anno: il solito De Palma sprecone, incapace di dirigere gli attori (mediocri) e di andare oltre i pianisequenza-fotocopia di Scarface e Gli intoccabili. Dopo lo splendido Femme fatale ci si aspettava molto di più.

La delusione:

Hostel di Eli Roth *1/2 – Aveva le carte in regola per essere l’horror dell’anno, ma non va oltre due/tre sevizie mal congegnate. Senza contare che Roth fa recitare pure Jan Vlasák, detective nel mefitico The pool.

Il peggiore:

40 anni vergine di Judd Apatow * - Il manifesto cinematografico dei teocon: il sesso? Solo da sposati. Ripugnante.

Le migliori colonne sonore:

1. I figli degli uomini – Basterebbero i King Crimson, buttati lì per caso, a renderla la colonna sonora dell’anno. Aggiungeteci gli Stones rifatti da Battiato, John Lennon, i Radiohead, i Deep purple e Jarvis Cocker. Fate un po’ voi.
2. The devil’s rejects – Inizia con Dark was the night di Blind Willie Johnson e finisce con Free bird dei Lynyrd Skynyrd. In mezzo: Allman brothers band, Terry Reid, Three dog night, The James Gang e Otis Rush. Brividi.
3. Miami Vice – Brani di per sé non memorabili che si adattano perfettamente alle immagini (Moby e Linkin park su tutti), mentre la voce di Chris Cornell degli Audioslave è il controcanto sofferente all’iperrealismo di Mann.
4. Grizzly man – I brani scritti dall’ex-chitarrista dei Fairport Convention sono struggenti come lo splendido documentario di Herzog, e non c’è nemmeno bisogno di applicarli alle immagini per goderne appieno. Allora figuriamoci sullo schermo, insieme al romanticismo disperato dell’autore tedesco. (Coyotes di Bob McDill, cantata da Don Edwards, non si schioda dalla testa. E dal cuore.)
5. The departed – La solita fiumana di classici: magistrale l’utilizzo di Comfortably numb dei Pink Floyd (Roger Waters, The wall: Live in Berlin) e di Gimme shelter del filosofo Jagger.
6. Marie Antoinette – Cine-jukebox per yindie trentenni: Gang of four, The radio dept., The strokes, Air, Siouxsie and the banshees, Bow Wow Wow, The cure, New order e Phoenix. La corsa per Versailles al ritmo di What ever happened? degli Strokes sarebbe stato un bel video per Casablancas e compagni.
7. Scoop – Possono Tchaikovsky, Khachaturian e Grieg convivere con Xavier Cugat, pioniere della rumba? In un film di Allen evidentemente sì.
8. Match point – Classicissima e ricercata come quella di Scoop, ma senza l’azzardo di cui sopra. E per questo un filo più scontata.
9. V per Vendetta – Alcuni lampi: Zakk Wylde's Black Label Society, Antonio Carlos Jobim, Lou Reed (cantato da Cat Power), Antony e Spiritualized. E gran finale col duo Tchaikovsky/Rolling Stones.
10. Nacho LibreJarmuschana anche la colonna sonora, tutta incentrata sulla ripetizione ossessiva dell’orecchiabile (per fortuna!) Hombre religioso di Mr. Loco. Per volontà di Hess, Beck avrebbe dovuto scrivere l’intero score del film, ma in seguito a dissidi con la casa di produzione egli è stato sostituito da Danny Elfman, autore dei 2/3 delle musiche. Poco male: a svettare, comunque, sono i pezzi cantati dall’inarrestabile rock teacher Jack Black.

Postato da: JerryGarcia85 a 17:49 | link | commenti (22) |


Commenti
#1    30 Dicembre 2006 - 18:12
 
Piango per il tuo 28° posto...
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#2    30 Dicembre 2006 - 19:46
 
Comunque Michael Caine attore dell'anno. E nun ce so cazzi.
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#3    30 Dicembre 2006 - 22:29
 
Volevo far notare che ci sono meno di 10 posizioni tra lady vendetta e l'era glaciale due. Forse è arrivato il millennium bug del 2007.

ohdaesu
utente anonimo

#4    30 Dicembre 2006 - 23:50
 
1 Capisco perfettamente il tuo vincitore, non lo è per me ma lo capisco perfettamente, già, intensamente, un capolavoro di estrema perfezione, ed è stato primo nel corso dell'anno anche nella mia classifica
2 Il film perfetto dell'anno The Prestige: non si può contraddire
3. The new world di Terrence Malick e Grizzly Man (i due veri capolavori oltre il Cinema)

Non ho visto purtroppo ancora:
Cars
Il regista di matrimoni
Il caimano di Nanni Moretti
Truman Capote
The devil’s rejects
The Queen
Wallace & Gromit
L’era glaciale 2

Con te al mille per mille su shyamalan, su Le tre sepolture, su Match Point.

Non sono d'accordo fra i tanti: i figli degli uomini, marie antoinette, radio america, il labirinto del fauno...

colonne sonore: d'accordo su tutto
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#5    31 Dicembre 2006 - 12:31
 
tra le colonne sonore dell'anno ci infilerei anche quella della Lady, anche se si tratta di un commento musicale originale.
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#6    31 Dicembre 2006 - 13:27
 
@Jecke: era inevitabile che finisse così in fondo.
Caine attore dell'anno senza dubbio. E dopo di lui, Christian Bale.
@Oh Dae-su: perché, Lady in water nella top ten mentre Park e Wallace & Gromit no? Non avevi chiesto vespai?
In fondo sono un po' sfortunato, in questo senso: se avessi postato nel 2004 e nel 2002, avrei potuto mettere primo Park. Ma non è avvenuto.
@Deliriocinefilo: riguardo a Marie Antoinette: l'unico film che aveva una possibilità di entrare in classifica, ma se l'è mal giocata. Bella ricostruzione, brava (forse) la Dunst e simpatica colonna sonora... ma niente più.
I figli degli uomini, tra l'altro, non poteva non vincere come migliore colonna sonora.
Avrei voluto addirittura aggiungere una parte per il migliore attore, ma poi sarei sembrato maschilista.
@Noodles: se avessi inserito Lady Vendetta, avrei dovuto aggiungere pure Flags of our fathers e altri ancora e la classifica sarebbe divenuta un mastodonte da due schermate. Dai, prometto: il prossimo film di Park lo metto in top ten, altrimenti sembra che ce l'ho con lui...
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#7    31 Dicembre 2006 - 14:38
 
anch'io se avessi avuto il blog nel 2005 park sarebbe stato primo...per quanto riguarda marie antoinette per me è stata la rivelazione dell'anno...
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#8    31 Dicembre 2006 - 15:29
 
Di quelle che ho letto sinora, la classifica con cui sono più d'accordo (eh, i primi quattro posti sono quasi uguali...)
E ancora sono qua che mi mangio le mani per non aver visto I figli degli uomini e non aver (ancora) visto The Prestige...
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#9    31 Dicembre 2006 - 17:43
 
BUON ANNO A TUTTI!
utente anonimo

#10    31 Dicembre 2006 - 18:20
 
.. in realtà c'era pure da aggiungere La sequenza strappa applausi dell'anno, premio che Mann avrebbe vinto a mani basse (la fuga in motoscafo)... Ah, e comunque: auguri di fine (o inizio?) anno...
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#11    31 Dicembre 2006 - 18:53
 
E' accaduto l'irreparabile, Jerry. In zona Cesarini arriva Resnais (una regia incredibile) e spariglia le carte. L'è tutto da rifare o quasi. La tua classifica è gustosissima, mi piace leggerti anche quando parli bene di film che non mi hanno entusiasmato o viceversa. Forse pecca di bontà (troppi nomi?) ma non si nasce tutti Ebenezer Scrooge, per fortuna. ^^
P.S. ...non ho capito, a proposito di "Brokeback Mountain", il "MAI eufemistico (e per questo un po' furbo)"...o in quel mai c'è una "i" di troppo?
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#12    31 Dicembre 2006 - 20:06
 
Sapevo che sarebbe accaduto l'irreparabile: Mereghetti non ha mentito allora. Comunque qui si è in trepidante attesa per la tua di classifica, per chiudere (mi pare che abbiano postato tutti) in bellezza l'anno cineblogger.
Riguardo al "mai eufemistico (e per questo un po’ furbo)": mai eufemistico nel senso che Lee non usa giri di parole o attenuazioni per rappresentare il rapporto fra i due protagonisti (la famosa scena della tenda), ma mostrando troppo (o comunque tutto) è consapevole di incorrere nello "scandalo" e quindi di attirare l'attenzione. Sono solo sensazioni, comunque.
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#13    01 Gennaio 2007 - 15:33
 
mi si sono incrociati gli occhi a leggerlo, ma come al solito un post che dà le sue porche soddisfazioni.
(anche se è uno dei classificoni più diversi dal mio... ma si sapeva, ecco)
buon anno carissimo
kekkoz
utente anonimo

#14    01 Gennaio 2007 - 21:34
 
Grazie, grazie mille e buon anno anche a te, for sure.
Lo scisma con la chiesa parkiana era annunciato, anche se francamente non mi sarei mai immaginato un anno cinematografico così pregno di opere epocali (passino Malick e Herzog, e forse anche Mann - capolavoro preannunciato? all'epoca difficilmente - eppure su Nolan e del Toro avrei sì scommesso molto, ma non tutto).
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#15    02 Gennaio 2007 - 18:07
 
Scismatico!

Oh
utente anonimo

#16    03 Gennaio 2007 - 21:12
 
dovendo dividere tra positvi e negativi sono abbastanza d'accordo con te (dei film che hai ictato in questo post mi pare me ne manchino giusto 4). Non d'accordo su Il labirinto del fauno, davvero pieno di limiti, per me neanche sufficinete, I figli degli uomini (film non solo bellissimo, ma summa del cinema contemporaneo, influirà sul futuro). Hostel è un film motlo intelligente e particolare, per neinet brutto, anzi...Molto più in alto avrei collocato Munich, ancor di più Lady in The water.
Bah, dell'altr'anno soloare dovrei aver visto circa 200 film, e devo dire che c'è stat una media altissima di grandi film.
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#17    04 Gennaio 2007 - 21:49
 
Non che Hostel sia brutto, semplicemente è un film innocuo: e per un horror è una pecca gravissima. Meglio Saw 2, che non si sa come ho dimenticato di inserire nel classificone.
Sei uno dei pochi comunque a ritenere che Lady in the water non solo occupi una posizione legittima, ma addirittura dovrebbe stare più in alto! è confortante (ottavo posto sì, ma in assoluto il film divisorio dell'anno)...
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#18    04 Gennaio 2007 - 21:53
 
@Oh: ortodosso!
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#19    05 Marzo 2007 - 18:55
 
l'ho postata anch'io, finalmente, una classifica 2006... volutamente provocatoria XD... con la tua non c'è molto in comune, a testimonianza che i gusti sono gusti
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente honeyboy

#20    05 Marzo 2007 - 22:34
 
Letta. Beh, dire che ci sia poco in comune è un po' un eufemismo, comunque evviva il relativismo. In fondo quelli che proprio non approvo sono solo Little miss sunshine, Volver, Il vento che accarezza l'erba e Babel (che - intendo tutti questi film - non ho visto, mai vedrò né mai approverò... ma va bene così).
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#21    05 Marzo 2007 - 23:14
 
di solito non giudico un film prima di averlo visto, lo facevo tempo fa ma ho capito che sbagliavo, per esempio miami vice mi ero categoricamente rifiutato di vederlo, ma poi alla fine non mi è nemmeno dispiaciuto...
per quanto quei quattro film forse alla fine quello da cui mi aspettavo di più era babel, volver non è il più bello di almodovar ma mi è piaciuto (capisco che almodovar e inarritu possano non piacere, come penso non ti piaccia nemmeno von trier), little miss una piacevole sorpresa (anche questo avevo già messo in conto di evitarlo) e l'ultimo di ken loach per me è stupendo, magari politically scorrect, ma bellissimo...
della tua classifica solo due film penso di evitare con estrema tranquillità: lady in the water e "la dalia nera" (so già che mi piangerebbe il cuore a vedere un de palma di basso livello)
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#22    05 Marzo 2007 - 23:51
 
Non è che io giudichi questi film senza vederli, semplicemente non me ne importa niente dei loro autori, quindi preferisco risparmiare tempo e denaro...
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