Les cahiers de l’enfer

"Ogni film ci mostra il cinema e ne è la morte." (Christian Metz)

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accoltellato *loading* volte

sabato, 25 febbraio 2006

Hostel di Eli Roth con Jay Hernandez, Derek Richardson, Eythor Gudjonsson, Jan Vlasák... *1/2

HostelDue americani e un islandese girano l’Europa alla ricerca di vulve inesplorate, ma finiscono negli scantinati di una cooperativa della tortura. Intanto, nel complice villaggio cecoslovacco, un’orda di bambini stile-Arancia meccanica depreda i turisti. Inutile dire che sui teleschermi passano immagini di Pulp Fiction in lingua slava, le sevizie sono degne di Sin City e i boia fischiettano felici come Elle Driver in Kill Bill. In più, c’è un cameo di Takashi Miike. Il passaggio da pornografia a macelleria è limpido e lo spunto iniziale interessante; peccato che la (bella) regia di Roth si limiti a raccogliere un campionario di atrocità varie (complici i giganteschi effetti speciali di Nicotero e Berger), saziandosi di un finale-videogioco che fa il verso al cinema coreano, mentre il discorso sociologico e filosofico rimane in superficie come specchietto per le allodole. La geometria della tortura è poco rigorosa e per nulla creativa, almeno per chi ha avuto l’ardire di fornire sacchetti per il vomito a ogni proiezione: Saw ha divertito di più e con più intelligenza.

Jan Vlasák era il detective di The pool. E ho detto tutto.

Postato da: JerryGarcia85 a 19:06 | link | commenti (13) |

martedì, 21 febbraio 2006

What the hell?!

Colgo la palla al balzo e anch'io apro la mia radio... Enjoy!


The real Jerry-O-Radio 

Postato da: JerryGarcia85 a 21:22 | link | commenti (23) |

lunedì, 20 febbraio 2006

Jarhead di Sam Mendes con Jake Gyllenhaal, Peter Sarsgaard, Jamie Foxx, Chris Cooper, Lucas Black... ***

JarheadAddestrato come un killer spietato, Anthony Swofford viene mandato in Arabia Saudita e poi in Kuwait, dove non sparerà un solo colpo. Il terzo film del regista di American Beauty è il ritratto di una generazione senza storia e senza futuro, sospesa nel limbo desertico fra la guerra del Vietnam (e gli anni della liberazione sessuale) e la modernità (che li taglierà fuori). Mendes sembra aver trovato la quadratura del cerchio: non rinuncia alle sue cifre stilistiche (la voce off del protagonista all’inizio e alla fine del film, la carrellate laterali e all’indietro nei flashback sincronici e diacronici) e abbandona ogni aspirazione di cinema classico o di tragedia shakespeariana, lasciando che la guerra evapori nel suo orrore attraverso il realismo stordente delle scene nel deserto. Jarhead procede per vie parallele, citando Full metal jacket, Apocalypse now e Il cacciatore (con effetti imprevisti!) senza tono di sfida, e insegue con coraggio l’utopia di un film di guerra senza la guerra, lontano dai modelli di retorica anti-militarista di Tigerland o Vittime di guerra. Alcune sequenze (la proiezione di Apocalypse now, l’autostrada devastata, il rave-party finale che sembra ispirato a Life during wartime dei Talking heads) rimangono nella memoria per davvero.

Postato da: JerryGarcia85 a 01:20 | link | commenti (11) |

giovedì, 16 febbraio 2006

Transamerica di Duncan Tucker con Felicity Huffman, Kevin Zegers, Graham Greene, Fionnula Flanagan... **1/2

TransamericaTransessuale bacchettone scopertosi padre parte in incognito alla ricerca del figlio (gigolo, tossicodipendente, futuro porno-attore), che s’innamorerà di lui/lei, aprendo spiragli per un finale dai risvolti edipico-pederotici. Ma alla fine la riassegnazione sessuale riporterà tutto alla normalità. Praticamente, un Broken flowers in salsa almodovariana. La confezione (tutta tramonti, paesaggi di campagna e musica country) lascia qualche dubbio sulla sincerità dell’operazione, ma il regista è abile a lasciare carta bianca a un cast strepitoso, capitanato da una Huffman in stato di grazia (per quanto mi riguarda, l’Oscar è già suo). In più ha il pregio di non giudicare nessuno e coinvolgere senza scandalizzare, glissando (saggiamente) su ogni scena madre e rendendo credibili anche le inevitabili cadute nel grottesco (la riunione di trans, il film porno gay, la cena in famiglia). Un bel film, con tutte le implicazioni (positive e negative) che comporta la definizione.

Postato da: JerryGarcia85 a 22:27 | link | commenti (5) |

domenica, 12 febbraio 2006

Cygnus...Vismund Cygnus

 

Cigno

"Feeding frenzy, it's contagious"

Postato da: JerryGarcia85 a 22:35 | link | commenti (10) |

giovedì, 09 febbraio 2006

A favore/contro

A favore

Well sometimes this life is like being afloat
On a raging sea in a little row-boat,
Just trying not to be washed overboard.
But if you take your chances and you ride your luck,
And you never, never, never, never, never give up
Those waves will see you safely to a friendly shore. (Neil Hannon, Charmed life)

So in the end I'd like to say
That I'm a very thankful man.
I tried to make the most of my situations
And enjoy what I had.
I knew true love and I knew passion
And the difference between the two.
And I had some regrets.
But if I had to do it all again,
Well, it's something I'd like to do. (Marc Oliver Everett, Things the grandchildren should know)

Contro

“You raise up your head
And you ask, "Is this where it is?"
And somebody points to you and says
"It's his"
And you say, "What's mine?"
And somebody else says, "Where what is?"
And you say, "Oh my God
Am I here all alone?" (Bob Dylan, Ballad of a thin man)

Frankie teardrop
Frankie put the gun to his head
Frankie's dead

Frankie's lying in hell

We're all Frankies
We're all lying in hell (Alan Vega, Frankie Teardrop)

I hope I die before I get old (Pete Townshend, My generation)

Pete 



Postato da: JerryGarcia85 a 00:26 | link | commenti (3) |

Che aspetti, su? Mangialo!

The passionThe passion of the Christ Deluxe Edition 2 DVD

1° DVD:
1. The passion of the Christ versione originale distribuita nei cinema.
2. The passion of the Christ Extended Edition director’s cut, lunga 3 ore e mezza e senza sottotitoli. Assisti per la prima volta alla sequenza delle frustate in versione allungata a 3 ore e 25 minuti, con montaggio alternato delle sedute del parlamento spagnolo e commento sonoro del Cardinale Ruini!
3. Trailer del film Mel Gibson’s Apocalypto ( 2 ore e 55 minuti).

2° DVD:
1. Intervista a Mel Gibson: il nostro Mel risponde alle domande di James Lipton direttamente dal giardino degli ulivi.
2. Intervista in italiano a Monica Bellucci e Claudia Gerini (sottotitoli in italiano e aramaico).
3. Trailer dei film The passion of the Christ II – The revenge of the Christ e The passion of the Christ III – The attack of the Pharisees: in prima mondiale, potrai vedere le anticipazioni degli altri due film della saga, in cui Cristo risorge e fa piazza pulita dei Giudei che l’hanno crocefisso (vietato ai minori di 16 anni).
4. Tanti auguri, Gesù Cristo! Canta anche tu con Mel e il resto della crew la canzone di Natale di The passion.
5. Video musicale dei Jonah33, Faith like that.
6. Making of del film: fra un ciak e un altro, i nostri crociati c’insegnano che c’è sempre tempo per una messa notturna celebrata da Mel in persona.
7. Gioco interattivo: divertiti insieme ai soldati romani a frustare il Nostro Signore. Ma attento, Dio Padre Onnipotente potrebbe arrabbiarsi!

Postato da: JerryGarcia85 a 00:15 | link | commenti (14) |

mercoledì, 08 febbraio 2006

Pensate a come si possa ridurre un uomo

... se, in preda a svogliatezza, non vada al cinema a vedersi quel capolavoro di Hans – L’uomo scarafaggio e si dedichi invece a una revisione di Tigerland. La prima recensione risale al 2002, quando Jerry era ancora piccolo e nero (la trovate pure su DVD.it). La seconda è nuova di zecca (manco tanto, poi: cercate fra i commenti del blog di Kekkoz), col cinico disprezzo giovanile sostituito dalla freddezza della maturità. Che vergogna...

Tigerland di Joel Schumacher con Colin Farrell, Matthew Davis, Clifton Collins Jr., Afemo Omilami (?!)... *

TigerlandTigerland? L'ultima testimonianza che il cinema spazzatura di serie A è ancora vivo e sempre pronto a rosicchiare le briciole che i grandi capolavori hanno lasciato dietro di loro.
Schumacher, uno dei registi più inetti della storia del cinema, gira (in 16 mm, con la macchina a mano, un otturatore al millesimo di secondo e una fotografia color acciaio) una bella nenia su come fosse terribile il Vietnam e quanto fossero innocenti i giovani soldati che andavano a combattervi. La forma è irritante, l'estetica da Truffaut dei poveri o da giovane adepto di Von Trier (già ingannevole di suo), i dialoghi escono da una soap opera. Com'è possibile che ragazzi che si apprestano a morire per gli ideali assurdi ed egocentrici dei loro padri si soffermino in terrificanti monologhi sulla luna o sulla la carne che tagliavano quando facevano i macellai(?!)? E poi non si capisce dove voglia andare a parare il film, i personaggi non hanno spessore, sono ignoti e i loro caratteri sono definiti come un mobile da mercatino di quartiere intagliato con la peggiore accetta del peggiore taglialegna. Chi è il protagonista? Perché nessuno lo può toccare e riesce a far esonerare tutti i suoi compagni? È per caso il figlio del presidente?
Schumacher non mostra la guerra, né le violenze dei generali sui marines; il vocabolario degli istruttori sembra essere tratto, più che da uno sboccato di provincia, da un giovane e un pò ribelle parrocchiano. Questo film, a dirla tutta, fa venire un pò voglia di esserci andato in Vietnam, tanto c'era Bozz che quando ti eri stancato ti faceva uscire. La fine del film è un'altra finezza del caro Joel, che gioca a fare il regista serio e vuole dare un tocco di poesia al suo filmaccio, mettendo un punto interrogativo sul futuro del suo già enigmatico protagonista, come se fosse l'incarnazione di un valore assoluto (non si sa quale, ma sicuramente qualcosa a metà fra la più debole filosofia hippy e quella ancor più insulsa dei figli di papà).
Infine, senza che qualche grande si debba scomodare, i furti cinematografici si notano senza troppo impegno: a partire dai più scontati Full Metal Jacket e Platoon (o dal più intellettuale La Sottile Linea Rossa), sino a un sorprendente rimando a Jules et Jim nella descrizione della amicizia tra i due protagonisti. Due colpi di classe: un rimando a Fandango di Kevin Reynolds (il dialogo fra Bozz e l’amico in cui decidono di scappare dalla guerra) e uno addirittura a un film della serie Chucky (la scena dell’esercitazione finita in tragedia).
Comunque, per i guardoni, c'è un piccolo dono: pochi minuti di scene sesso (in questo caso più che gratuito) fra due commilitoni e battone del luogo, ultimo esempio dell'ipocrisia del regista, che ha voluto realizzare un'opera a basso budget, diversa e per un pubblico più ristretto, costruendola però coi più bassi mezzucci del cinema commerciale hollywoodiano. A questo punto, e' meglio andare in Vietnam che vedere questa immondizia. (01/09/2002)

Francamente, uno fra i peggiori film della storia del cinema. Il gioco della retorica della non-retorica (macchina a mano, fotografia sgranata, nessuna enfasi) non è credibile e smaschera subito una pretesa autoriale tanto irritante quanto assurda se accostata a Schumacher. Dialoghi ridicoli, attori catalettici e tanta ipocrisia di fondo: davvero il peggio del peggio. (14/09/2005)


Postato da: JerryGarcia85 a 23:59 | link | commenti (8) |

sabato, 04 febbraio 2006

Quiz

Che film ho visto ieri sera?

12

Postato da: JerryGarcia85 a 11:14 | link | commenti (19) |

mercoledì, 01 febbraio 2006

40 anni vergine di Judd Apatow con Steve Carell, Paul Rudd, Romany Malco, Seth Rogen, Catherine Keener... *

40 anniQualche dubbio: è obbligatorio che ultimamente le commedie americane debbano essere multietniche? È da contratto che almeno in un’inquadratura su tre ogni personaggio debba indossare una catenina con crocefisso? E soprattutto, perché rappresentare il vergine quarantenne come un essere abietto, quando la vita da tombeur de femmes è descritta con malcelato sdegno e alla fine trionfa la tradizione? 40 anni vergine è un capolavoro di morale neocon, un American pie medievale in salsa oscurantista. E senza lo straccio di un’idea: pesca a piene mani da tutto (dai Farrelly a Road trip) e non sa sfruttare nemmeno i pretesti più facili (la festa con trans a sorpresa o le prime fellatio). Carell (clone di Ben Stiller, ma inquietante come Paul Reubens) non si capisce perché dovrebbe far ridere senza mai cambiare espressione.

Postato da: JerryGarcia85 a 10:59 | link | commenti (11) |