Les cahiers de l’enfer

"Ogni film ci mostra il cinema e ne è la morte." (Christian Metz)

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accoltellato *loading* volte

venerdì, 30 dicembre 2005

Classifica classicista

Questa classifica è la mia prima classifica, non ha alcun criterio, solo gusti personali: il primo film dovrebbe essere (come ogni anno, lustro, stagione o decade) 2001:Odissea nello spazio, ma soprassediamo... À rebours baby!

million_dollar1. Million dollar baby di Clint Eastwood **** – Come Mystic River: fondamentale
2. Star Wars Episodio III: La vendetta dei Sith di George Lucas **** – Sottovalutato, il tempo gli darà ragione
3. Il sole di Aleksander Sokurov **** – Elitario e irraggiungibile
4. La terra dei morti viventi di George A. Romero *** - Il film più politico dell’anno, dopo La vendetta dei Sith
5. La fabbrica di cioccolato di Tim Burton ***1/2 – Il nuovo vero capolavoro burtoniano
6. King Kong di Peter Jackson ***1/2 - Epico, sincero, smisurato: Jackson come Kong
7. La sposa cadavere di Tim Burton *** - Di un soffio inferiore a Nightmare before christmas, comunque un gioiello, un film delizioso
8. Broken flowers di Jim Jarmusch ***1/2 – Un Murray minimalista per un capolavoro incompreso/ A history of violence di David Cronenberg ***1/2 – Negli ultimi dieci anni, lo zenit cronenberghiano...
9. Il castello errante di Howl di Hayao Miyazaki *** - Miyazaki: la forma-cinema perfetta
10. Team America di Trey Parker e Matt Stone *** - Pearl Harbour sucked!
11. Oliver Twist di Roman Polanski ***1/2 – Grande adattamento, ad altezza di bimbo (Kingsley è da Oscar)
12. Batman begins di Christopher Nolan *** - Nouveau Batmàn con un Bale da brividi
13. Last days di Gus Van Sant *** - Bello e irrisolto, superiore a Elephant
14. Le avventure acquatiche di Steve Zissou di Wes Anderson *** - Perla nascosta, preziosa, da riscoprire
15. The aviator di Martin Scorsese *** - L’Academy non se lo fila, la critica gli volta le spalle: Scorsese è rimasto quello di una volta, visionario e pulsante
16. La mia vita a Garden State di Zach Braff *** - Un Braff che non t’aspetti, superiore all’ultimo Cameron Crowe
17. Good night, and good luck di George Clooney *** - Pamphlet ambizioso e misurato in un bel bianco e nero (con un grande Strathairn)
18. La guerra dei mondi di Steven Spielberg **1/2 – per più di metà film, il miglior Spielberg di sempre

Chiarimenti:

Oldboy non è rientrato in classifica (senza dubbio primo) per il suo eccessivo ritardo di distribuzione (prodotto nel 2003, ha vinto il Gran Premio della Giuria a Cannes 2004). Sympathy for Lady Vengeance verrà distribuito in Italia a gennaio 2006, quindi si rimanda al classificone del prossimo anno. La marcia dei pinguini (in originale, fra i primi dieci) è stato escluso in quanto la sua versione italiana, francamente indecorosa, non rappresenta minimamente gli intenti di Luc Jacquet & soci.


La delusione:

Sin city di Robert Rodriguez *1/2 – Vuoto e gratuito come il suo regista, né autore né mestierante (magari!)

Il peggiore:

Troppo belli di Ugo Fabrizio Giordani * - Troppo facile: scritto, diretto e recitato da cani... razzista... un tristissimo segno dei tempi. È questa l’Italia?

Le migliori colonne sonore:

1. La fabbrica di cioccolato di Danny Elfman – Un Elfman in stato di grazia, alle prese con gioielli pop psichedelici
2. La sposa cadavere di Danny Elfman – Tutto ciò che Elfman tocca ultimamente diventa oro: Remains of the day e Tears to shed sono fra i suoi pezzi più orecchiabili e romantici
3. Team America di Trey Parker – I titoli parlano da soli: Everyone has Aids, America fuck yeah, I’m so ronery, Pearl Harbour sucked...
4. Ray – La colonna sonora e l’interpretazione di Foxx salvano il film: i classici di Ray Charles nella loro versione originale o cantati da Foxx stesso
5. Broken flowers – Pop/jazz etiope, musica classica, delizie d’epoca (Marvin Gaye e Allman brothers band) e cosucce del presente (The Brian Jonestown Massacre e Holly Golightly)
6. Le avventure acquatiche di Steve Zissou – Bach, Stooges, Scott Walker, Morricone e Joan Baez, senza contare un Bowie originale e un altro rifatto in portoghese da Seu Jorge
7. La mia vita a Garden State – Colonna sonora variopinta e trendy: fra Simon & Garfunkel, Nick Drake e Lionel Ritchie trovano posto anche Coldplay, Postal service, Shins, Thievery corporation e Zero 7
8. Elizabethtown – La colonna sonora più tamarra dell’anno (e la più incongrua): Elton John onnipresente, ma anche Simple minds, Tom Petty, Ryan Adams, My morning jacket, Hollies e (sprecata) Free bird dei Lynyrd skynyrd

E ora...

stevenseagal_main
... Auguri!


Postato da: JerryGarcia85 a 23:21 | link | commenti (26) |

giovedì, 29 dicembre 2005

Questa recensione non è mia, ve l’assicuro - parte II

Dopo il riuscito esperimento, penso che continuerò così: i film che più mi ripugna andare a vedere li faccio recensire a qualcun altro (dallo stomaco forte)

Le cronache di Narnia: il leone, la strega e l’armadio di Andrew Adamson con Georgie Henley, Skandar Keynes, William Moseley, Anna Popplewell, Tilda Swinton... *1/2

NarniaUn gruppo di bombardieri di medio raggio Heinkel He-111 con la croce di ferro sulla coda sgancia il suo carico di morte su una Londra in pieno allarme aereo: questo è l’incipit de Le cronache di Narnia, uno dei film più attesi e probabilmente più deludenti di questo Natale 2005 dove Boldi e De Sica la fanno da padroni. La trama di per sé presenterebbe alcuni spunti interessanti (non per niente il libro da cui è tratto il film è un best-seller a livello internazionale), ma il regista, invece di sviluppare un proprio stile, sembra affidarsi ai cliché introdotti dal suo connazionale Jackson (la consegna delle armi, il rifugiarsi in una grotta aspettando il passaggio del nemico, il duello finale). Oltre a ciò, il finale è stucchevole, e se alcuni vi hanno voluto vedere degli improbabili riferimenti al Cristianesimo, a me è sembrato solo un eccesso di anacronistico buonismo. Menzione a parte va fatta per l’attrice Tilda Swinton, musa del cinema indipendente britannico (e non solo), che si rende protagonista di un’interpretazione di altissimo spessore, che stride nettamente con la vacuità dei fratelli Pevensie. Insomma, si può dire che il cinema fantasy avrebbe fatto volentieri a meno di questo clone scadente e sdolcinato de Il Signore degli anelli. (HperArian)

Postato da: JerryGarcia85 a 20:51 | link | commenti (8) |

giovedì, 22 dicembre 2005

A history of violence di David Cronenberg con Viggo Mortensen, Maria Bello, Ed Harris... ***1/2

A historyGli altri (
kegohmu) hanno detto di più, e meglio. A parte l’infuocato elogio del Giovane Cinefilo, si registra un'accoglienza assai tiepida. Chiamiamola delusione. Ma proprio come nel caso di Broken flowers (da tutti più o meno bocciato), mi schiero contro. A history of violence è il miglior Cronenberg da dieci anni a questa parte (da Crash, insomma), uno dei migliori film della stagione ormai passata. Il regista canadese parte da una graphic novel di John Wagner e Vince Locke per toccare temi intimamente americani (la violenza e il mito del sogno americano), alla maniera dei grandi, con l’incedere dell’opera di genere e la consapevolezza di una classicità fiammeggiante, la stessa de Gli spietati o di Undisputed, l’ultimo (sottovalutato) Walter Hill. Il tono è quello della tragedia greca: la vicenda di Tom Stall riflette un’umanità che non riesce a fuggire dal proprio passato e funge da pretesto per raccontare un’ennesima (purtroppo) Storia della violenza, in cui gli eroi non esistono, il dolore è universale e la seconda possibilità è negata. Se a una prima, attenta, lettura si scopre una sorprendente ricchezza di significati e metafore, alla seconda si trova, in controluce, tutto il cinema di Cronenberg: il rapporto col sesso (Crash), il passato del protagonista di cui tutti sono all’oscuro (Spider), il doppio e la metamorfosi (praticamente tutta la sua filmografia, da La mosca a Spider, passando per Dead ringers), il male che viene da dentro (Il demone sotto la pelle). Viggo Mortensen trova un altro grande ruolo dopo l’Aragorn del Signore degli anelli, Ed Harris è mefistofelico e kitaniano; Maria Bello, a quasi quarant’anni, si mostra coraggiosamente nuda ed è a suo agio in posizioni poco “consone” (sulle scale di casa o un 69 appena accennato). Curioso il cameo di William Hurt in un ruolo inconsueto, qualche dubbio sulla colonna sonora di Howard Shore.

Postato da: JerryGarcia85 a 16:11 | link | commenti (21) |

lunedì, 19 dicembre 2005

Too late for crying, now, that it seems


God

God is a concept by which
we measure our pain
I'll say it again
God is a concept by which
we measure our pain
I don't believe in magic
I don't believe in I-ching
I don't believe in Bible
I don't believe in Tarot
I don't believe in Hitler
I don't believe in Jesus
I don't believe in Kennedy
I don't believe in Buddha
I don't believe in Mantra
I don't believe in Gita
I don't believe in Yoga
I don't believe in kings
I don't believe in Elvis
I don't believe in Zimmerman
I don't believe in Beatles
I just believe in me...and that’s reality

The dream is over
What can I say?
The dream is over
Yesterday
I was the dreamweaver
But now I'm reborn
I was the walrus
But now I'm John
and so dear friends
you'll just have to carry on


John Lennon

The dream is over

Postato da: JerryGarcia85 a 23:21 | link | commenti (14) |

sabato, 17 dicembre 2005

King Kong di Peter Jackson con Naomi Watts, Jack Black, Adrien Brody, Andy Serkis... ***1/2

KongPeter Jackson è l’ultimo grande talento commerciale visionario, l’unico (credibile) Omero contemporaneo, capace di raccontare storie risapute ottenendo risultati mai visti, col piglio del poeta e cantastorie. E poco importa se il suo film è senza dubbio troppo lungo, lento e non sempre incisivo, con effetti speciali all’avanguardia che non reggono il sovraccarico di digitale: nel secondo remake di King Kong (come nell’originale) ci si diverte, si ha paura, si piange. L’immaginario jacksoniano divora tutto, dal cinema americano degli anni ’30 fino al Jurassic Park di Spielberg, passando per il Signore degli anelli. Il film stesso è un omaggio sentito a un mondo perduto, un atto d’amore per un cinema che non esiste più, nel quale, fra lotte con dinosauri e sanguisughe giganti, ci scappa pure una citazione di Cuore di tenebra. La Watts è puro corpo cinematografico, Black convince nei panni di un regista ambizioso e senza scrupoli (un pò Welles, un pò Ed Wood, un pò Jackson stesso), mentre Adrien Brody pare spaesato nella parte di sceneggiatore e quasi eroe; ma su tutti domina Kong (ancora Andy Serkis!), vecchio, pieno di cicatrici e shakespearianamente solo in cima alla montagna, re incompreso di un’isola popolata da esseri mostruosi e abietti, Bestia che vede negata la possibilità d’essere amata. È proprio grazie a lui se l’ultima pellicola degna di nota del 2005 è anche una delle più belle dell’anno.

Postato da: JerryGarcia85 a 14:02 | link | commenti (28) |

mercoledì, 14 dicembre 2005

Questa recensione non è mia, ve l'assicuro

Mr. & Mrs. Smith di Doug Liman con Brad Pitt, Angelina Jolie, Vince Vaughn, Adam Brody... *1

MrMr. & Mrs. Smith: spari, abbracci, pugni. Storia semplice, remake non riuscito, attori legnosi: che cosa si può dire di peggio se non che il film è un’introduzione a un videogioco?2 E che quando ci sarà, il videogioco sarà senza dubbio migliore? Brad Pitt è peggio del cavallo di John Wayne, non ha espressione; la Jolie non ha neppure un grammo del fascino del padre, e non siamo gay3. Che dire di più ? Lasciamo che il silenzio cada su questo pastrocchio rumoroso, film natalizio senza neppure il fascino volgare di Boldi e De Sica che, a dire tutto il vero, ci rubano qualche risata di cui pure ci vergognamo4.

1. NdB, la votazione in asterischi è stata da me aggiunta

2. il blogger declina ogni responsabilità sulla veridicità delle affermazioni in questa sede assunte

3. il blogger si sente di poter confermare la constatazione del recensore occulto

4. il blogger non nasconde un certo imbarazzo per la pubblicazione di quest'ultima frase

Postato da: JerryGarcia85 a 22:34 | link | commenti (5) |

Songs from the crystal cave

Nudo no, ma il disco sì...

Postato da: JerryGarcia85 a 22:19 | link | commenti (3) |

lunedì, 12 dicembre 2005

Mr. Olympia 2005 - Ronnie Coleman

Ronnie, the best of the world

Postato da: JerryGarcia85 a 20:55 | link | commenti (18) |

sabato, 10 dicembre 2005

Simpatia per Madame Vendetta

My love is vengeance

 That's never free

Postato da: JerryGarcia85 a 11:49 | link | commenti |

giovedì, 08 dicembre 2005

Broken flowers di Jim Jarmusch con Bill Murray, Jeffrey Wright, Sharon Stone, Julie Delpy, Tilda Swinton, Jessica Lange, Chloë Sevigny... ***1/2

Disclaimer: il pubblico italiano è un pubblico bove.

Broken flowersBroken flowers è un road movie da incubo in un’America deserta, distrutta, dove gli hippy si tramutano in yuppie e l’unica comunicazione possibile è fra nazionalità diverse (come già in Ghost dog) o addirittura con gli animali (!): non rimane altro che guardare al passato, “l’unica certezza”, dallo specchietto retrovisore. Il cinema di Jarmusch è rarefatto, umano, surreale e ha molto da insegnare (specialmente a Cameron Crowe) sull’uso della colonna sonora. Murray, grande attore da sempre, rende l’amarezza della vita con un ghigno sommesso (lacrime e sorrisi sono sempre trattenuti) e il suo stoicismo non è mai atto di saggezza, ma di rinuncia. Il finale (triste, beffardo) mette i brividi.

Postato da: JerryGarcia85 a 16:11 | link | commenti (13) |